Se non puoi battere il tuo nemico, che diventi tuo amico. L'Inter un po' juventina con Giuseppe Marotta nella stanza dei bottoni e Antonio Conte in panchina apre un canale con la ‘vecchia signora'. Incontrarsi a metà strada e ragionare di reciproche utilità quando si tratta di affari (di mercato) va oltre il dato agonistico e la rivalità sportiva, soprattutto se di mezzo ci sono anche aspetto finanziario e questioni di bilancio legate l'uno alle altre. E' in questo solco che il mese di giugno potrebbe essere il periodo giusto per chiudere un'operazione clamorosa: lo scambio tra Paulo Dybala e Mauro Icardi. Il primo a Milano, dopo una stagione di sofferenza per essere stato progressivamente oscurato dall'arrivo di Cristiano Ronaldo. Il secondo a Torino, considerato un rapporto così logoro sia con l'ambiente sia con la società stessa che sembra aver già deciso di metterlo sul mercato senza alcuna opposizione da parte del neo tecnico, Conte, che potrebbe partire con un ‘9' di sua fiducia e senza caricarsi dell'onere di gestire una situazione spinosa.

Perché Juventus e Inter trarrebbero vantaggio da un affare del genere? All’Inter servono 40 milioni di plusvalenze entro il 30 di questo mese per restare nei parametri richiesti dalla Uefa: dopo aver tirato la cinghia in questi anni, adesso può riprendere a fare mercato con maggiore serenità ma non può permettersi fughe in avanti né follie. Le manca ancora un tassello, una fetta di conti da sistemare e la cessione di Mauro Icardi (così come come la Juventus in riferimento a la Joya) le permetterebbe di farlo senza forzare la mano sulla valutazione del cartellino del calciatore.

A quale cifra le parti potrebbero stringersi la mano e sancire l'intesa? Ottanta milioni di euro, sembra questa la quota individuata nonostante in passato sia la Juventus sia l'Inter abbiano fatto sapere che la quotazione si aggira sui 100 milioni. Nel caso di Icardi, poi, c'è perfino la finestra che per effetto della clausola rescissoria da 110 milioni si aprirà dal 1° al 15 luglio. Somma che, alla luce della stagione travagliata e chiacchierata, appare difficile da incassare.

Qual è la volontà dei calciatori? Un lato della questione tutt'altro che trascurabile è dato dalla volontà dei giocatori. Per quanto Wanda Nara – moglie e agente di Icardi – si ostini a ribadire che non c'è alcuna voglia di lasciare i nerazzurri, la piega presa è differente: l'Inter non vuole più Maurito ma non può dirlo apertamente rischiando di svalutare il giocatore; quanto all'argentino è chiaro che, ‘se proprio deve andar via', preferisce farlo in un'altra formazione italiana (la Juventus). E la Joya cosa pensa di fare? Qui il discorso è diverso: Allegri, col quale non è mai decollato il feeling, non c'è più e se Dybala decidesse di restare rimettendosi in discussione con il neo tecnico allora lo scenario potrebbe cambiare e tutto il castello di idee messo in campo cadrebbe.

I pro e i contro della trattativa. Detto dei benefici economici e al tempo stesso di quelli tattico/tecnici, sul tavolo restano anche i ‘contro' di un'operazione che se riuscirà sarà sul filo della diplomazia e dei passi fatti poco alla volta, tessendo la trama dei contatti con dovizia di particolari e la pazienza del ragno. Da un lato c'è la Juventus che non vuole rafforzare uno degli avversari più diretti in Italia (con l'arrivo di Conte e Marotta è chiaro che l'Inter punta a rilanciarsi in campionato in maniera decisa). In mezzo c'è la questione dei rapporti mai stati buoni da Calciopoli in poi. Dall'altro lato c'è il club nerazzurro che non può permettersi errori di valutazione imperdonabili sul mercato ma al tempo stesso sa di non avere molto chance – al momento – per sbrogliare la matassa Icardi.