Se sarà una decisione puramente personale, nata da una visione tecnica e di progetto ben precise e meditate, oppure una delle tante ‘clausole' non scritte con il suo nuovo club non potremo mai saperlo, per ora. Fatto sta che appare oramai certo che Antonio Conte – la cui investitura dovrebbe arrivare entro il prossimo weekend – ha scelto: Mauro Icardi verrà ceduto.

Una decisione che appariva nell'aria da tempo, con la guerra fredda dopo il lancio di missili da entrambe le postazioni con conseguenze che hanno rischiato di diventare catastrofiche per il club, i tifosi, i compagni. Un primo segnale di un disgelo mai realmente avvenuto c'era già stato da parte di Suning con l'immagine dell'ex capitano tolta dalla locandina ufficiale, al cui posto è stato inserito il prode D'Ambrosio. Un secondo era arrivato direttamente da San Siro, al momento della sostituzione prima del 90′ contro l'Empoli e un rigore sbagliato sulle spalle: fischi e ululati di dissenso. Ora, il terzo. Quello decisivo.

L'era Conte riparte da Madrid

L'agenda dell'Inter e di Antonio Conte è già ricca di appuntamenti, date, scelte, nomi. Spicca l'idea di andare a braccetto (dopo l'ufficializzazione) a Madrid per assistere alla finale di Champions League. Nove anni dopo nello stesso stadio in cui l'Inter di Mourinho consacrò la propria grandezza, quella di Conte prova a ripartire. Cicli e ricicli della storia del calcio, segni e segnali che si spera possano esser prodromi di nuove esaltanti avventure.

L'accordo di mercato: Icardi ceduto

Poi, dopo l'uscita ‘formale' spazio alle scelte, quelle vere. E si partirà dal classico botto: Mauro Icardi sarà chiamato in sede e si cercherà di risolvere un contratto che di fatto resta unicamente sulla carta perché nelle intenzioni (e nelle volontà) non c'è più spazio per una sana convivenza. Conte punterà su altri, come Edin Dzeko già scritturato per il nerazzurro o Romelu Lukaku, pallino offensivo dell'ex ct azzurro. Obiettivi concreti, reali. Per Icardi non c'è più spazio, occupato anche da Lautaro Martinez oramai sulla rampa di lancio.

Perché Icardi verrà ceduto

Saranno cruciali i prossimi giorni. Conte ha accettato che il giocatore venga ceduto non essendovi più il presupposto per una presenza positiva per lo spogliatoio e gli equilibri interni alla squadra. Ma ha anche chiesto che il club non prolunghi oltre il dovuto la trattativa: entro fine giugno, la cessione dovrà essere completata, per dare spazio a nuovi arrivi e scelte.

L'ipotesi Atletico Madrid

L'Inter, dunque, non dovrebbe aprire un'asta al rialzo su Icardi che valuta tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Una cifra congrua stando all'ultima negativa stagione, all'esclusione dalla Copa America, ad una svalutazione reale di un attaccante che comunque a 25 anni resta tra i migliori marcatori europei. E' calda la pista Atletico Madrid che ha ceduto Griezmann e vuole salutare Diego Costa. A Simeone Icardi interessa eccome ma i Colchoneros non hanno fretta.

La pista juventina

L'altra pista, più complicata e macchinosa porta l'argentino alla corte della Juventus. In fondo, giocatore ed entourage gradirebbero il bianconero, anche solo come sorta di rivincita nei confronti dell'Inter ma gli equilibri tra i due club sono esili e Suning preferirebbe una cessione estera ben sapendo che i bianconeri non hanno fretta di concludere e – pur puntando sul giocatore – dilaterebbero oltre misura i tempi della trattativa. Proprio ciò che Conte non vuole avvenga.