Il calciomercato è ad un passo dall’ultima settimana di vita ma già si possono intravedere i lineamenti dell’ennesima estate vissuta ‘pericolosamente’ e con tanti danari spesi, e anche incassati, fino ad oggi. Il pallottoliere, ed il tassametro corre, specie in relazione alle ultime ore delle trattative che potrebbero aumentare il conto delle uscite, è già di 4.9 miliardi di euro investiti nei circa 55mila trasferimenti di questa torrida sessione estiva.

Una sessione che, come tutte le precedenti, non ha lesinato colpi a effetto, clamorosi coup de théâtre e, pure, acceso i riflettori sui club più spendaccioni e quelli, dall’altro lato, più bravi a fare cassa e a mettere in cascina tanti, tantissimi soldi. Flussi di danaro da un lato e plusvalenze dall’altro, pazzie e programmazione, tutto e subito e progettualità. Una eterna dicotomia fra club ricchi e club attenti che, oggi, con otto giorni ancora di trattative, uno per l’Inghilterra, vi andiamo a riassumere.

Club spendaccioni, la Juventus fa sul serio

Seguendo le precise indicazioni del portale specializzato Transfermarkt.it, l’estate 2018 si tinge di bianconero con la Juventus, ed il colpo Cristiano Ronaldo non poteva non generare questo effetto, regina del mercato con tantissime operazioni in entrata che l’hanno resa la squadra che maggiormente ha messo mano al portafogli per rinforzare la sua già ottima rosa.

Obiettivo? Quella Champions League che manca a Torino dal 1996. Un obiettivo, quasi una ossessione, come motivo principale, fondante di queste ingenti spese che, tra i riscatti di Douglas Costa e l’approdo di CR7, hanno portato la ‘Vecchia Signora’ a investire qualcosa come 256.9 milioni di euro. Una cifra importantissima, al momento, non pareggiata da nessuno col Liverpool di Klopp ed il Chelsea di Sarri abbastanza lontani dai piemontesi.

Malgrado gli innesti di Naby Keita, di Alisson e Shaqiri per i Reds e gli onerosi innesti di Kepa e Jorginho per i Blues, difatti, le formazioni inglesi sono indietro la Juventus con la dirigenza della Merseyside e quella di Hammersmith e Fulham a spendere, rispettivamente, 182.2 e 137 milioni di euro. Cifre comunque piuttosto alte, specie per i Blues di Sarri che hanno messo tanto danaro in circolo ma solo per due calciatori, ma che comunque chiariscono ancora una volta gli intenti bellicosi della Juventus: a partire dal mercato, la ‘Vecchia Signora’ vuole primeggiare in Europa, vista Champions.

Club d’oro, le società che incassano di più in questa estate

Se c’è un acquirente, nei principi basilari del mercato, c’è, inevitabilmente, anche chi mette in mostra i propri gioielli per poi venderli. Ed in questo, negli ultimi anni ma con particolare attenzione in questa sessione estiva, non c’è nessuno che sappia fare questo lavoro come il Monaco. Da Lemar al riscatto, oneroso, di Mbappé, da Fabinho a Kongolo a Ghezzal, infatti, i biancorossi, con 14 cessioni a referto, hanno incassato una cifra pari a 309.6 milioni di euro. Una cifra esagerata, monstre ma che ben rappresenta il cambio di passo societario approntato negli ultimi anni quando, dagli James Rodriguez ai Falcao ai Moutinho, si è passati ad una gestione più oculata dei propri fondi destinati, poi, allo sviluppo, allo scouting ed alla crescita di giovani calciatori dal grande potenziale. Una scelta che sta pagando straordinari dividendi, non solo in termini economici – col Monaco spesso nelle zone alte della classifica della Ligue 1 – e che consente ai monegaschi il titolo di club d’oro, di società cioè capace di ottenere il massimo, sul rettangolo verde e sul tavolo del mercato, dai suoi ragazzi.

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In scia, ma non troppo, invece, ci sono il Real Madrid a quota 132 milioni di euro, merito quasi esclusivo dei 117 milioni a bilancio per la cessione di CR7, e la Roma capace, con i suoi 30 addii, fra cui quelli di Alisson (62 milioni di euro) o Nainggolan (38 mln) di mettere insieme qualcosa come 124 milioni.