Questione di ore, forse, di giorni. De Laurentiis pare confermare, James, dal Sud America, pure. Questo matrimonio s’ha da fare e, al momento, non ci sono motivi per sospettare che, poi, alla fine dei giochi, e della Copa America, non si farà. E dunque, prima delle firme da apporre su contratti e del fatidico tweet del presidente, sembra già tempo di immaginare il Napoli che sarà col talento colombiano, chissà se con la maglia numero #10 o meno, sul rettangolo verde del ‘San Paolo’ nuovamente sotto la direzione del suo tecnico preferito: Carlo Ancelotti.

Il modulo del prossimo anno? Il 4-2-3-1 con James da trequartista, dietro la punta

Col colombiano in campo il mosaico azzurro che, almeno ad oggi, dovrebbe essere leggermente differente da quello dello scorso anno, dovrebbe prevedere il 4-2-3-1. Con la seconda punta, in precedenza alta di fianco all’alfiere d’attacco, a scendere di una ventina di metri adagiandosi nei tre a ridosso di Milik. E proprio in questa posizione, quella di trait d’union fra centrocampo e la testa di ponte della squadra, James dovrebbe poter trovare la sua migliore collocazione.

Per caratteristiche di gioco, intelligenza tattica, visione ed un mancino, a dir poco fatato. E, pure, a maggior ragione, per i numeri che ci suggeriscono un Rodriguez impiegato in ben 15 circostanze in questo specifico ruolo sulle 51 partite totali sotto la guida, la leadership di Carlo Ancelotti.

Opzione esterno: anche nel 4-2-3-1

Che, di solito, non ha mai fatto a meno del colombiano. Anche per la straordinaria versatilità del Cafetero capace, nell’intero arco offensivo, di occupare qualsiasi posizione. Se si eccettua, forse, quella di attaccante centrale. E così, tenendo conto del 4-2-3-1 che, come detto, dovrebbe essere il prossimo sistema di gioco del Napoli 2019/20, James potrebbe essere impiegato anche sulle corsie laterali, indifferentemente a destra e a sinistra. Con però, maggiore efficacia sulla fascia destra con l’ex Real Madrid agevolato poi nel suo gioco che prevede lo sfruttamento massivo del suo straordinario sinistro convergendo al centro, nel ventre del rettangolo verde. Non a caso, sempre analizzando lo score in termini di ruoli affrontati con Ancelotti, il Bandido si è espresso in 28 gare sulle 51 totali, o come ala sinistra (in 11 occasioni) o come ala destra (in 17 casi).

James nel 4-4-2: largo sulle corsie, centrocampista o da seconda punta

Per quanto riguarda il 4-4-2, invece, fermo restando la possibilità per il Diez di sapersi destreggiare bene anche sulle fasce di questo specifico modulo, per Rodriguez si aprono più porte. Certo, sull’esterno il ragazzo potrebbe incorrere in qualche difficoltà, specie in fase di non possesso, ma niente paura, James potrebbe posizionarsi come seconda punta, in appoggio al bomber, al puntero, ma anche al centro del campo con l’ex talento del Monaco in grado di agire da ‘volante’ davanti alla difesa sfruttando le sue qualità di palleggiatore e di lucido produttore di calcio. Un regista basso, un playmaker di assoluto livello e che, nella sua liaison con Carletto, si è trovato in quella porzione di campo in 8 partite fra Real Madrid e Bayern Monaco.

Insomma, problemi per James non sembrano essercene. Anzi, il Napoli, pur di accoglierlo e sfruttarne le abilità, è pronto a mutare pelle per lui e a metterlo nelle migliori condizioni possibili per fare la differenza anche in Italia.