Dopo le centinaia di critiche che si sono levate nei confronti di Gian Piero Ventura e Carlo Tavecchio, anche il presidente del Napoli si è voluto unire al coro di chi chiede a gran voce le dimissioni del commissario tecnico e del presidente.

Le colpe di Tavecchio.

Il giorno dopo la mancata qualificazione dell'Italia a Russia 2018, Aurelio De Laurentiis è entrato in "tackle" sui due imputati azzurri: "Se fossi Tavecchio la prima cosa che farei è dimettermi per non fare la figura dello stupido – ha dichiarato in un'intervista rilasciata a Sky Si dovrebbero dimettere lui e il direttore generale Michele Uva, ma anche il Coni ha delle responsabilità. Ventura? Non si passa da Conte a quest'altro allenatore. Non sono stati in grado di mantenerlo e hanno sbagliato a prenderlo. Io lo avevo già esonerato dopo tre mesi in Serie C. Il nuovo ct? Mi piacerebbe un giovane di 35 anni".

Insigne e il danno.

Atteso dalla sfida contro il Milan, in programma nel prossimo weekend allo stadio "San Paolo", il presidente del Napoli ha anche commentato la situazione di Lorenzo Insigne: completamente ignorato dal commissario tecnico nella sfida di ritorno con la Svezia. "E' inutile convocarlo per poi farlo giocare fuori ruolo o non farlo giocare – ha continuato De Laurentiis – Se uno gioca col 4-2-4 non può far giocare Insigne che gioca nel 4-3-3. Utilizzando i vari gioielli fuori ruolo fai un danno, perché a livello internazionale non appaiono come dovrebbero e da vetrina positiva la nazionale si trasforma in vetrina negativa".

In attesa della decisione della Figc.

Tavecchio e Ventura, secondo il numero uno partenopeo, sono dunque i principali colpevoli dell'apocalisse italiana. Nelle prossime ore, dopo la riunione indetta dal presidente della Figc, sia De Laurentiis che tutti i tifosi conosceranno il destino della panchina della nazionale. L'ipotesi che il commissario tecnico venga messo da parte è più che verosimile. Difficile, invece, che Tavecchio lasci libera la sua importante poltrona.