Non sarà la madre di tutte le partite ma è pur sempre uno snodo cruciale della stagione nerazzurra. A San Siro in Champions League contro il PSV l'Inter cercherà il pass per gli ottavi che potrebbe anche sfumare malgrado un successo che tutti si auspicano. Dipenderà dalla voglia del Barcellona di sfidare il Tottenham tra una qualificazione già raggiunta e i tanti problemi interni (infortuni e mal di pancia). Se infatti gli inglesi riuscissero a fare bottino pieno in Catalogna a nulla servirebbe la vittoria sugli olandesi.

Però, è imperativo crederci, pensare a se stessi più di quanto possa accadere al Camp Nou e compiere il proprio mestiere, che il più delle volte coincide con il proprio destino: l'Inter deve vincere, il resto non conta. Solo al 90′ e con i tre punti in tasca poi si potrà volgere lo sguardo verso la Spagna.

La gara più importante in nerazzurro

Luciano Spalletti lo sa, come sa perfettamente che queste insidie possano minare una intera stagione. E quando il tecnico ammette senza ombre che la prossima sarà "la partita più importante da quando alleno l'Inter" ha perfettamente ragione. Se la squadra perderà e uscirà dalla Champions a nulla sarà valsa l'ultima stagione con la qualificazione all'Olimpico all'ultima giornata, all'ultimo gol. E nulla (o poco) varrà l'attuale dove il -14 dalla Juventus prenderebbe improvvisamente forma come un macigno.

Pochi punti ma tanto gioco espresso

Il momento è certo particolare. Nelle ultime tre gare di Champions è stato raccolto solo un punto e in campionato sono arrivate le sconfitte di Bergamo e Torino a rendere ancora più mesto l'ambiente nerazzurro: "Non riscontro tutti i problemi che si sono detti. E' vero, non abbiamo fatto molti punti ma a parte con l'Atalanta dove non abbiamo giocato, siamo sempre riusciti a esprimere un buon calcio. Certo, poi se non vinci tutto si complica"

Il PSV e il livello d'attenzione

Insomma, per Spalletti il bicchiere è più che mezzo pieno. Avanti così, non possono che giungere anche i risultati. Il problema che un mese fa l'Inter era padrona del proprio destino europeo, oggi non lo è più: "Dobbiamo pensare a Inter: ci avessero detto che ci giocavamo la qualificazione all'ultima partita non ci avremmo creduto. Adesso c'è il PSV che nel ranking è più avanti di noi, il resto non conta. Dobbiamo solo dimostrare di tenere alto il livello di concentrazione, spesso il nostro punto debole".

Problemi a centrocampo: Vecino e il Ninja ko

Sulla formazione, Spalletti non fa pre tattica anche perché i titolari sono certi. Ciò che è incerto è nel gruppo chi sarà a disposizione e chi no, come Nainggolan o Vecino, uomini determinanti per esperienza e personalità: "Vecino probabilmente non ci sarà, gli ultimi esami non sono positivi. Nainggolan? Richiede ancora riposo, il rischio di ricaduta è troppo alto"