Inter-Milan, il derby del tesoretto Champions e dei giovani talenti (VIDEO)

Sarà un derby tutto da vivere quello tra Inter e Milan domenica sera in posticipo, dove potrebbe esserci qualche verdetto importante in chiave campionato. Non certo ai fini dello scudetto, in mano alla Juventus e con il Napoli reale e concreta unica alternativa, ma per i posti vacanti in Europa. Quello della Champions League, con i preliminari a disposizione di chi arriverà terzo e, per la consolazione di chi non dovrà farcela, quelli dell'Europa League.
In attesa, dunque, dei verdetti del campo che – come in ogni derby che si rispetti – rischieranno di essere impietosi, il prossimo Inter-Milan sarà di certo una sfida che già ha degli elementi importanti e tangibili su cui soffermarsi. Da un lato sarà il primo vero derby del nuovo corso delle due società milanesi che hanno sposato le scelte rivoluzionarie per il nostro calcio di affidarsi ai giovani, meglio se italiani. Dall'altro sarà un derby che varrà moltissimo in chiave economica, di visibilità, credibilità e consistenza dei rispettivi progetti.
Terzo posto, un ‘tesoretto' irrinunciabile – Andare in Champions League, di fatto, è un lasciapassare non solo per la ribalta internazionale sportiva, ma un vero e proprio tornaconto economico. La Coppa dalle grandi orecchie permetterebbe di avere introiti fissi già preventivabili e quindi la concreta possibilità di fare investimenti immediati, contando su liquidità oggi difficile da ottenere. Il Fair Play Finanziario Uefa ha imposto paletti ferrei, le regole andranno rispettate sempre altrimenti vi saranno multe ed esclusioni. Milan e Inter stanno rincorrendo questi paradigmi, leggermente in ritardo, ma con la convinzione di chi non vuole farsi trovare impreparato, anticipando anche i tempi. La ribalta europa non a caso è stato l'obiettivo dichiarato sia da parte di Allegri che di Stramaccioni. Ne resterà però soltanto uno, l'altro si dovrà accontentare della porta di servizio del'Europa League. Sempre Lazio permettendo, il terzo incomodo tra i due club milanesi che potrebbe rovinare qualsiasi piano a breve o lungo progetto.
Vincere il derby permetterebbe al Milan di staccare (a quel punto anche psicologicamente) l'Inter e togliendo dal campo una diretta concorrente per la parte finale della stagione. Vincendo, i nerazzurri riaprirebbero di fatto – superando il Milan in classifica – le proprie chances per il terzo posto, creando una bagarre che si risolverà a quel punto solamente a giugno. Che la Champions – sfumato il sogno scudetto – sia il primario e ineluttabile obiettivo lo dicono i numeri. Basti pensare che per la doppia sfida con il Barcellona, il Milan potrebbe guadagnare – tra ricavi dei botteghini, introiti di sponsorizzazioni e tv, premi Uefa – qualcosa come la metà dei soldi spesi per il cartellino del milanista Balotelli. In due giorni, si rientrerebbe al 50% dall'investimento fatto. Questo significa garantirsi la Champions anche il prossimo anno…
Il primo derby della "new generation" – Non solo Europa, però. Sarà il primo derby di due squadre profondamente rifondate e giovani. Sì, giovani perchè sia i nerazzurri che i rossoneri – al netto dei tanti infortuni e delle assenze soprattutto nerazzurre – mai come in questo campionato hanno abbassato la propria età media di squadra. E di titolari. Al contrario delle passate stagioni infatti, laddove ci sono talenti emergenti li si lancia nella mischia senza molti indugi. Il Milan ne è classico esempio. Il tridente della ‘cresta', Niang-El Shaarawy-Balotelli non fanno 60 anni in tre. E non solo: in difesa c'è l'oramai confermatissimo Di Sciglio sulla fascia e in mezzo al campo l'età generale è bassa (Montolivo è un classe '85 come Traorè e Nocerino, Kostant e Boateng degli '87). Insomma, una rosa verde speranza (visto che il futuro porta i nomi di Salamon e di Saponara) che – sebbene programmata a lungo termine – sembra essere capace di raccogliere risultati concreti sin da subito: il 2-0 al Barcellona ha anche questo significato. Ma anche l'Inter, contrariamente al passato ha posto le basi per un futuro ricco di certezze. Al contrario del Milan, la strategia interista è più posizionata alle prossime stagioni, lasciando spazio per l'attuale ancora ai eroi del ‘Triplete' con solo qualche innesto concreto di giovani talenti. Così si spiega come i vari Livaja e Longo (bomber da serie A e da Liga, nemmeno ventenni) siano in orbita nerazzurra a giocare titolari in altre squadre, o come si stiano chiudendo le trattative per Icardi (altro talento giovanissimo) per giugno. E poi, l'acquisto plurimilionario del diciottenne Kovacic già inserito in rosa tra i titolari sia in Coppa che in Campionato con risultati più che soddisfacenti e gli altri ‘giovani' oramai fissi negli schemi di Stramaccioni ( Ranocchia e Alvarez sono degli '88, Nagatomo un '86, Juan Jesus un '91) dove verranno inseriti gradualmente anche i vari Schelotto (24 anni), Benassi (19 anni) e Mbaye (19 anni). Insomma domenica sera si assisterà alla prova generale di un derby ‘Primavera', come i prossimi che sono pronti a venire.
