Ivan Perisic è ormai un separato in casa. Il giocatore croato, che nel corso del mercato invernale ha fatto di tutto per essere ceduto, è alla fine rimasto a Milano ed è anche stato convocato da Luciano Spalletti per la sfida di Coppa Italia contro la Lazio. Nonostante le parole della vigilia dell'allenatore nerazzurro, che aveva cercato di tranquillizzare l'ambiente, il giocatore è invece stato accolto con rabbia dalla San Siro nerazzurra.

Al momento dell'annuncio delle formazioni, i tifosi interisti hanno infatti sommerso di fischi Perisic e "costretto" il tecnico di Certaldo a tenerlo in panchina per tutta la partita, supplementari compresi. La situazione pare dunque compromessa per il ventinovenne di Spalato, che sperava in una conclusione positiva della trattativa con l'Arsenal: bloccata più volte dal deciso rifiuto della società di Suning, poco convinta di vendere il suo giocatore a determinate condizioni.

Il mea culpa di Spalletti

Di fronte alla protesta del popolo nerazzurro, Spalletti ha così fatto mea culpa durante la conferenza stampa dopo la partita persa con i biancocelesti: "Ivan è rimasto, ora bisogna riordinare i ruoli e gli obblighi che ha un professionista – ha spiegato l'allenatore – Non so se abbiamo fatto bene a far sapere che voleva andare via, gli è stata fatta una proposta importante, ma quando si è accorto che non c'erano i presupposti per cambiare è rimasto e ora c'è tanta tensione intorno a lui, appena sarà pronto psicologicamente lo faremo giocare".

Il caso Perisic è però solo la punta dell'iceberg interista: crollato sotto i colpi di Torino e Lazio nel giro di pochi giorni. In vista dell'impegno del prossimo weekend con il Bologna di Mihajlovic, Spalletti dovrà infatti velocemente ricompattare un gruppo apparso psicologicamente in difficoltà: "All'inizio siamo stati un po' impacciati, poi nel corso della partita siamo stati in equilibrio fino all'ultimo. Alla fine ci siamo fatti prendere dalla frenesia e contro la Lazio questo non funziona. Inter in ritardo di condizione? Nessun problema di condizione, a questi livelli conta solo la testa".