Dopo la sconfitta contro il Milan in Coppa Italia, Kalidou Koulibaly non aveva cercato scuse. "La verità è che non ho fatto bene il mio lavoro e per questo sono profondamente dispiaciuto". Più del ko e dell'eliminazione gli faceva male la consapevolezza di aver disputato a San Siro la prestazione peggiore della stagione: in campionato di rese protagonista di un intervento perfetto su Piatek (e fu provvidenziale per tenere il risultato inchiodato sullo 0-0), martedì scorso invece è andato tutto storto e l'attaccante polacco s'è fatto beffe del gigante senegalese finora tra i migliori dei partenopei, forte abbastanza da attirare su di sé le attenzioni di mezza Europa (dal Psg al Manchester United, sarà un'estate calda).

Il tackle perfetto di Koulibaly su Quagliarella

Il 26 che tallona il 27 e lo ferma in tackle. Maksimovic è fuori posizione? Ci pensa KK. Mario Rui fugge troppo in avanti? Non c'è problema, Koulibaly corre (e recupera) anche per lui. La Samp tenta una sortita offensiva? E allora Kalidou si produce in uno dei suoi interventi da difensore roccioso, che non molla mai e soprattutto mostra capacità d'anticipo e lettura perfetta del movimento avversario. Succede alla mezz'ora del primo tempo: Quagliarella controlla palla al limite dell'area e corre verso Meret, KK sembra tagliato fuori ma recupera e in tackle perfetto gli arpiona la palla. Un po' come fatto con Mbappé ma senza alcuna necessità di fare una finta come con Antenucci.

Toccato nell'orgoglio, K2 (com'è stato ribattezzato dai tifosi che ne paragonano la stazza alla seconda montagna più alta della Terra dopo l'Everest) ha capito che la partita contro la Sampdoria era l'opportunità che il calendario forniva per riscattarsi. Anzitutto, per cancellare quel 3-0 subito all'andata che rappresentò una clamorosa battuta a vuoto per la formazione di Ancelotti. E poi sull'altro fronte c'è Fabio Quagliarella, punta 36enne, capocannoniere in Serie A e ‘fresco' di convocazione in Nazionale. Di lotta e di governo, che forza Koulibaly.