Dopo il tackle che anticipò (e disorientò) Kylian Mbappé in Champions League, Kalidou Koulibay s'è reso protagonista dell'ennesima prodezza compiuta in disimpegno difensivo: la scivolata con finta spiazza Paloschi e inganna anche Antenucci, consentendo al centrale senegalese di recuperare palla, stopparla quasi sulla linea del fallo laterale e poi rilanciare l'azione. L'applauso del San Paolo lo accompagna e ne scandisce la ‘presenza fisica' anche quando – onnipresente – si fionda nell'area di rigore della Spal e fa a spallate con gli avversari su calcio da fermo fino a sfiorare il gol di testa nella ripresa.

Instancabile. Con i 90 minuti giocati contro la formazione di Semplici sale a 2070 il numero dei minuti complessivi giocati da Koulibaly in stagione. Diciassette presenze in campionato, sei le gare che lo hanno visto all'opera nella fase a gironi di Champions. Nessun calciatore di movimento è stato impegnato tanto in Serie A, l'unico a reggere il confronto (ma è un portiere) è Samir Handanovic dell'Inter.

Oggetto dei desideri di mercato. Quanto vale oggi Koulibaly? Secondo la valutazione del sito specializzato Transfermarkt la quotazione è giunta a 70 milioni, somma che lo ha rilanciato tra i primi cinque difensori più costosi al mondo e ne testimonia la crescita esponenziale avvenuta in questi quattro anni. K2 (com'è stato ribattezzato dai tifosi) arrivò in Italia nell'estate del 2014, a volerlo fu l'ex allenatore Rafa Benitez e allora gli azzurri versarono nelle casse del Genk 7.75 milioni di euro. Un'inezia rispetto alla somma che occorre adesso per convincere il club a privarsi di un calciatore considerato fondamentale e che in Europa ha molti estimatori.

La cifra? Finora De Laurentiis ha rifiutato somme vicine ai 100 milioni di euro, sostenendo che ne occorrono almeno 120 per privarsi del giocatore. Koulibaly ha firmato il rinnovo del contratto a settembre scorso, è vincolato ai partenopei fino al 2023 e percepisce uno stipendio di 3.5 milioni di euro a stagione.