Il Mondiale di calcio ha tanta magia attorno a sé, sembrano esistere delle ‘regolette’ non scritte che danno spazio a chi ama incrociare dati e vede coincidenze ovunque. Il ‘problema’ è che spesso queste incredibili coincidenze si confermano. Una delle tante ‘regolette’ è crollata quest’anno. Spesso anche nei momenti più bui del nostro calcio si è detto in modo consolatorio: “Ci riprenderemo e in Russia sorprenderemo, d’altronde ogni 12 anni giochiamo una finale Mondiale”. In Russia ahi noi l’Italia non c’è, ma una delle regole non scritte del  può comunque continuare la sua tradizione.

Il numero magico in questo caso è il dodici. E questo è un numero cardine per chi conosce l’oroscopo, e in particolare quello cinese che è molto differente da quello occidentale. Nell’astrologia occidentale lo zodiaco è suddiviso in dodici parti che rappresentano i dodici segni zodiacali, che si dividono un mese a testa. In Cina funziona diversamente. Il numero cardine è sempre il dodici. Ma l’astrologia cinese si base su dei cicli di dodici anni e ogni anno corrisponde a un segno dello zodiaco. Prendendo in considerazione solo i segni degli anni del Mondiale (la Tigre, il Cavallo e il Cane) e si trovano dei dati estremamente curiosi.

Nell’anno della Tigre si sono disputati sette Mondiali e incredibilmente sette squadre diverse hanno festeggiato: Italia 1938, Uruguay 1950, Brasile 1962, Germania 1974, Argentina 1986, Francia 1998 e Spagna 2010. Cinque bis in fila e due prime volte.

Anche nell’anno del Cavallo sono stati disputati sette Mondiali e in questo caso troviamo una netta prevalenza della Germania, campione in tre occasioni (1954, 1990, 2014). Una vittoria per l’Uruguay (1930), l’Inghilterra (che trionfò in casa nel 1966), l’Argentina (1978) e il Brasile (2002).

Quest’anno siamo nell’anno del Cane e fin qui c’è stato un duopolio. Brasile e Italia si sono divisi equamente i successi. Gli azzurri hanno vinto nel 1934, nel 1982 e nel 2006. La Seleçao ha trionfato nel 1958, nel 1970 e nel 1994. In tre occasioni le due squadre si sono anche affrontate e naturalmente chi ha vinto poi non si è fermato più. Dunque se valgono queste coincidenze il Brasile, già forte di suo, ha una marcia in più e può andare a caccia del sesto titolo. Curioso notare che l’Italia nell’anno del Cane ha sempre raggiunto la finale quando era iscritta al Mondiale. Come nel 2018, anche nel 1958 gli azzurri rimasero fuori.