Primo tempo all'Inter, secondo alla Juve. Così il derby d'Italia a casa Suning, di buon livello per almeno 70′, si decide ai rigori. E lo vince la Juve, con l'atout Buffon che para tre penalty. Conte può essere soddisfatto del rendimento di Perisic come seconda punta, di Brozovic, dell'attenzione difensiva. Sarri vede una Juve che gioca in linea con la nuova maglia: luci e ombre in parti uguali. L'autogol di De Ligt, a parte questo episodio uno dei migliori, complica la partita dei bianconeri. La manovra però non ha ritmo, si salvano solo Bernardeschi e Cristiano Ronaldo che pareggia nella ripresa. Nel secondo tempo, però, il match cambia. La Juve si alza e aumenta il ritmo, prende possesso del campo e del gioco. La dura e la vince.

Le formazioni

Conte rivaluta Perisic seconda punta, e il croato lo ripaga con una prestazione che ne potrebbe suggerire uno spostamento in quella posizione anche in campionato, e conferma Dalbert, che lo sta convincendo in queste prime settimane di gestione nerazzurra. Prima da titolare per De Ligt nella Juve di Sarri: c'è Higuain, non Dybala che per il nuovo tecnico potrebbe giocare da centravanti di movimento o trequartista dietro due punte.

Ronaldo, che parte largo a sinistra, traccia il primo destro, centrale, dopo 90 secondi di partita. E' alto il pressing dei centrocampisti, Brozovic da un lato e Matuidi dall'altro, aggressivi nel cercare il recupero rapido del pallone. Sarri chiede una Juve alta quando non è in possesso, il work in progress inevitabilmente si vede. Perché giocare di prima e mantenere l'equilibrio con tanti uomini in avanti richiede che tutti i giocatori, praticamente in tutte le situazioni e le posizioni, sappiano dove siano i compagni. E siano ragionevolmente sicuri che la pratica non tradisca la teoria. Una certezza impossibile al 24 luglio, ancor più in una stagione di cambiamento deciso rispetto al passato.

L'autorete di De Ligt

Si nota soprattutto nel migliorabile rispetto della zona nella difesa sui calci da fermo: al 6′ su una respinta corta il più vivo è Esposito, che però da fuori non prende la porta. Al 10′, invece, il corner tagliatissimo di Sensi, corretto sul primo palo, sbatte sul ginocchio di De Ligt: 1-0 Inter. La Juve non si scuote, un cambio di filosofia e di impostazione richiede tempi più lunghi perché l'apprendimento delle istruzioni individuali possa consentire il  fluire rapido della manovra.

Come contro il Tottenham, è CR7 a guidare i primi, peraltro infruttuosi, tentativi di reazione. I difensori dell'Inter entrano decisi come tocca palla, e il portoghese si lamenta con l'arbitro. Alla Juve di un Sarri non proprio soddisfatto manca la la continuità della regia di Pjanic, non sempre svelto a liberarsi del pressing negli spazi stretti.

CR7 si impegna, la Juve non convince

La Juve alza il baricentro, ma il fraseggio non è così rapido e la difesa dell'Inter può contenere e ripartire. I nerazzurri in verticale viaggiano in sicurezza, Perisic crea spazi e Sensi supporta da dietro: solo una notevole lettura in campo aperto di De Sciglio salva i bianconeri alle soglie della prima mezz'ora. Juve-Inter, anche a Nanchino a fine luglio, non è una partita banale e i giocatori non la vivono come se lo fosse. Candreva prova il tiro a giro, Szczesny sorveglia la traiettoria larga (29′). La Juve, a parte il tiro centrale di Higuan al 24′, si vede poco. Ci prova un paio di volte Cristiano Ronaldo, che al 33′ sfoggia la sua elevazione ma stacca alto, poi si stizzisce dopo un duello con De Vrij.

Primo tempo, Inter più efficiente

Significativo il lavoro in fase di non possesso di Bernardeschi che va a supportare Cancelo nella zona dove si apre Sensi ad accompagnare Dalbert. Ma non maschera del tutto una carenza di equilibrio nelle due fasi della Juve che si scopre nei corridoi interni quando porta più uomini sopra la linea della palla. I bianconeri si ostinano nella ricerca della superiorità numerica attraverso la densità nel corridoio centrale, visto anche quanto di frequente Bernardeschi venga a tagliare dentro nelle transizioni positive con Cancelo che rimane largo e non sempre servito.

L'Inter sviluppa un calcio più efficiente. Sviluppa sì il gioco dal basso, ma rispetto alla Juve è più compatta in copertura e più rapida a distendersi negli spazi di mezzo. I due break di Brozovic, che due volte chiama Szczesny alla parata da fuori, diventano altrettanti segnali per i bianconeri che reagiscono solo col debole rasoterra da fuori di Bernardeschi al tramonto del primo tempo.

Nella ripresa pareggia CR7

Cambiano i due portieri nell'intervallo, in campo Buffon e Padelli nella ripresa. Dentro anche Demiral per De Ligt e Mandzukic per Higuain. Buffon inaugura la sua partita con la presa sicura sul tiro di Perisic. Più impegnato Padelli prima da CR7 (54′) che si accentra da sinistra e calcia, poi da un motivato Rabiot. L'Inter, alla distanza, anche per effetto del caldo e dell'altissima umidità di Nanchino, ha meno qualità nelle uscite, nel trasformare l'azione da difensiva in offensiva. La Juve, invece, guadagna presenza offensiva e supporto dei centrocampisti. Cristiano Ronaldo continua a puntare D'Ambrosio, a sfidarlo nell'uno contro uno. Serve però una sua punizione, leggermente deviata, alla Juve per pareggiare e certificare il cambio di passo. Matuidi e Emre Can, che entra per Pjanic, stringono la difesa dell'Inter.

La Juve occupa meglio il campo, le linee dei nerazzurri si allungano e i centrocampisti faticano ad accompagnare l'azione, così Esposito e Perisic galleggiano in forzata solitudine. Il fotogramma del secondo tempo, e forse della partita, è il tackle pulito, da dietro, di Padelli su Cristiano Ronaldo che l'aveva saltato in area a un quarto d'ora dalla fine. La pausa per il caldo nel secondo tempo diventa l'occasione per i cambi programmati di Conte, che si sbraccia in panchina dentro una polo sempre più sudata: dentro anche Barella, Joao Mario, Puscas.

Buffon strepitoso, para 3 rigori e vince la Juventus 5-4

Segna il rumeno nella serie di rigori, come Joao Mario. Buffon però ne para due, a Ranocchia e Longo. Nella Juve  in gol Cancelo, Cristiano Ronaldo, Emre Can. La Juve ha il match point ma Rabiot tira alle stelle e Bernardeschi prende in pieno la traversa. La serie si allunga anche perché Barella la fa passare sotto il fianco di Buffon, che però firma la terza parata su Borja Valero. E così la chiude Demiral: va potente, rasoterra e all'angolo. A casa di Suning vince la nuova Juve.