Predestinati si nasce e un po' si diventa. E sì perché Sebastiano Esposito, l'attaccante che oggi sfiderà la Juventus dal primo minuto nella International Champions Cup, è uno di quelli che, al di là di ogni ulteriore progresso nella sua breve carriera, hanno già messo a referto un paio di record niente male divenendo, lo scorso febbraio contro l'Eintracht di Francoforte, il più giovane debuttante di sempre dell'Inter in coppe europee, quinto nella storia dell'Europa League nonché il secondo esordiente nerazzurro all-time dietro alla leggenda Bergomi. Insomma, tanta roba per un ragazzino di appena 17 anni, compiuti lo scorso 2 luglio, per un baby-prodigio di belle speranze, per uno dei tanti ragazzini terribili da cui fare ripartire il nostro calcio.

Bomber di lusso in una famiglia di calciatori

Sebastiano è figlio, fratello e nipote d'arte, col papà Agostino e il nonno materno, ma anche lo zio Gennaro, che hanno avuto esperienze nelle categorie minori campane. I fratelli, Salvatore (classe 2000 ora al Chievo) e Francesco Pio (classe 2005 lui pure nelle giovanili dell'Inter) sono entrambi calciatori e lui, proprio come i fratelli, è partito da Castellammare di Stabia e precisamente dalla stessa scuola calcio che ha dato il via alla inarrestabile ascesa di Gigio Donnarumma: l'Asd Club Napoli. Poi, il provino a nove anni che gli cambia la vita e lo fa emigrare al nord con l’intera famiglia.

Dapprima a Brescia, sotto la supervisione dello scout Roberto Clerici (lo stesso che scoprì Pirlo) e poi all'Inter (portato da Roberto Samaden dopo i problemi economici delle Rondinelle) dove, al momento, stazione l'attaccante centrale classe 2002. In 42 sfide con la selezione Under 17 dei nerazzurri, mette a referto 33 gol e 2 assist che gli consentono di salire, sempre a 17 anni, compiuti il 2 luglio scorso, di categoria e aggregarsi alla compagine Primavera. Risultato? Ben sei reti in 16 partite e una finale persa lo scorso giugno con l’Atalanta di Kulusevski, Piccoli e Ta Bi. Prima, a maggio, nell’Under 17 di Nunziata, i suoi 4 gol e 1 assist spingono la nazionale in finale con l’Olanda con gli Orange però, a portare, per 4-2, il titolo a casa.

Caratteristiche tecniche: punta moderna, dinamismo e qualità

L’Inter ha in casa un autentico fenomeno. Uno che, senza troppe pressioni, potrebbe rivelarsi come una delle migliori notizie per i futuri destini della Beneamata. Esposito che ha un fisico possente da 186 cm, è un attaccante moderno, una punta tecnica, veloce, dotata di dribbling e qualità balistiche fuori dal comune che gli permettono di fare breccia, anche fra i grandi (tunnel ieri in allenamento a Skriniar), in qualsiasi modo: di testa, su punizione, dopo una serie di slalom e, come detto, con una certa qualità palla al piede. Un Ibra nostrano pronto alla sfida di oggi e, pure, a sorprendere tutti nel futuro prossimo dell’Inter e della nazionale.