"Aver mostrato quella maglia come uno scalpo è un gesto indegno da punire con severità". E' così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, commenta quanto accaduto sabato scorso a San Siro al termine di Milan-Lazio. Facciamo un salto indietro di qualche giorno, azioniamo il rewind e torniamo con le immagini ai momenti immediatamente successivi alla vittoria dei rossoneri. Francesco Acerbi ha scambiato la maglia con Bakayoko, credendo così di chiudere la polemica scaturita da un tweet pubblicato a pochi giorni dalla sfida di campionato.

Cosa aveva scritto il difensore laziale, ex proprio del Milan? Nulla di particolare, ovvero "a livello di singoli siamo più forti". Parole per nulla offensive né lesive, piuttosto un semplice incoraggiamento per caricare la squadra in vista di un appuntamento così importante ai fini della classifica. Tanto l'ex Chelsea quanto Kessié, però, si vendicheranno esibendo sotto la Curva dei rossoneri la casacca che poco prima l'avversario s'era sfilato in segno di pace.

Ne nasce un botta e risposta social che culmina con le scuse da parte dei calciatori. La Procura Federale chiede al Giudice Sportivo di intervenire e valutare l'episodio attraverso la prova tv, il Milan diffonde un comunicato a difesa dei propri tesserati, lo stesso Acerbi proverà a comporre la vicenda ancora una volta. Finita qui? No, perché si attendono le decisioni degli organi disciplinari. La posizione del numero uno della Figc, però, è molto netta.

Quello che è avvenuto a San Siro è un atteggiamento irriguardoso e, come ha detto anche il sottosegretario Giorgetti, indegno, che va punito, denunciato e valutato secondo le violazioni delle norme e dei principi etici del nostro mondo – ha ammesso Gabriele Gravina a ‘La politica nel pallone' su Gr Parlamento -. Acerbi è un ragazzo straordinario, ci sono state delle punzecchiature sui social ma dando la sua maglia e stringendo la mano ai giocatori del Milan ha dimostrato di voler chiudere ogni polemica. Esibire la maglia come uno scalpo sotto la curva credo sia una reazione antipatica che dobbiamo prevenire.