Nel day after di Milan-Lazio, oltre alle polemiche di parte della tifoseria laziale per il presunto rigore non fischiato a Milinkovic-Savic, c'è anche e soprattutto l'episodio finale che ha visto protagonisti Kessie e Bakayoko. I due giocatori rossoneri, che hanno festeggiato la vittoria mostrando alla curva milanista la maglietta di Francesco Acerbi, nonostante le scuse sono infatti ancora nel mirino delle critiche per la loro esultanza a dir poco inappropriata.

Una scelta, quella dei due centrocampisti di Gattuso (che li ha ripresi pubblicamente dopo la gara), che ora rischia di avere una spiacevole coda nei prossimi giorni. Come ha riferito l'Ansa, il capo della Procura federale, Giuseppe Pecoraro, ha infatti deciso di inviare al giudice sportivo Gerardo Mastrandrea la segnalazione per l'applicazione della prova tv per il gesto di scherno dei due giocatori rossoneri. Richiesta quanto meno strana, visto che la prova televisiva solitamente si applica solo per condotta violenta, blasfemia e simulazioni, falli di mano su gol o espulsioni di un avversario.

 

Cosa rischiano Kessie e Bakayoko

Dopo le parole via Twitter di Ciro Immobile, che ha definito Kessie e Bakayoko due "uomini piccoli", anche il sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti ha voluto dire la sua in merito all'episodio di San Siro: "Lo sport è sana competizione, è correttezza e lealtà. Mostrare la maglia di un altro giocatore per sbeffeggiarlo è prima di tutto un gesto stupido, inqualificabile, indegno dei valori dello sport e anche della maglia che indossano. Mi auguro che vengano presi i giusti provvedimenti per stigmatizzare quello che è accaduto".

Lo stesso giudice sortivo che pochi giorni fa ha ritenuto il calcio di Mandzukic a Romagnoli non punibile perché "non assume con certezza i connotati della condotta violenta", dovrà ora decidere su questo caso mai accaduto sui campi del nostro campionato. Una sentenza che, nel caso di eventuale squalifica dei due milanisti, potrebbe condizionare la corsa alla Champions League e alimentare nuove e pesanti polemiche.