Le condizioni meteo sulla zona rendono le operazioni più difficili ma è scattato da questa mattina il tentativo di recupero del corpo individuato nel relitto dell'aereo adagiato sul fondale della Manica a una profondità di 67 metri. Il velivolo era precipitato il 21 gennaio scorso mentre viaggiava da Nantes a Cardiff, laddove Emiliano Sala avrebbe indossato la maglia del club gallese per debuttare in Premier. A spiegare a che punto è la situazione è un portavoce dell'Air Accidents Investigation Branch: "Purtroppo l'andamento delle maree e delle correnti ci consentono di lavorare solo in alcune ore della giornata. Se la manovra riuscirà allora proveremo anche recuperare il relitto, nel frattempo stiamo cercando di recuperare il corpo". Qualunque novità al riguardo verrà comunicata prima alle famiglie: sia quella del calciatore (28 anni) sia del pilota, David Ibbotson (59 anni).

Il Piper Malibu mono-motore era scomparso dai radar il 21 gennaio scorso e, dopo quattro giorni di ricerche ufficiali, è stato ritrovato domenica scorsa dall'esploratore marino, David Mearns, al largo della costa di Alderney. E' stato lui – il cacciatore di naufragi – assieme alla sua squadra a trovare con l'ausilio di strumentazioni sofisticate la fusoliera del piccolo aereo. Le ricerche gli erano state affidate dalla famiglia di Sala che aveva scelto di finanziarle privatamente grazie anche a una raccolta fondi che in pochi giorni aveva toccato quota 350 mila euro.

Speriamo si riesca a recuperare il corpo quanto prima possibile – ha ammesso il padre di Emiliano Sala, Horacio, in una recente intervista -. L'attesa è straziante e più ancora il fatto di non essere ancora riusciti a sapere cosa è successo realmente, cosa può aver causato la caduta dell'aereo. Al momento posso solo ringraziare i calciatori che ci hanno aiutato con le donazioni e tutti coloro che ci sono stati vicini in questo momento durissimo.