Che fine hanno fatto i corpi di Emiliano Sala e del pilota 59enne Dave Ibbotson che era al timone del Piper Malibù PA-46-301P? Entrambi erano a bordo del velivolo mono-motore che avrebbe dovuto condurre il calciatore italo-argentino da Nantes a Cardiff, il club gallese con il quale avrebbe debuttato in Premier League. L'aereo è precipitato il 21 gennaio scorso nel Canale della Manica ed è stato ritrovato sul fondale nei pressi dell’isola di Alderney grazie a sonar a scansione laterale, strumentazioni che hanno permesso di scandagliare un'area di circa 13 chilometri quadrati palmo a palmo. Nella giornata di domenica è stato il cacciatore di naufraghi David Mearns a dare la notizia del ritrovamento, chiarendo anche che i cadaveri dei passeggeri non sono stati ritrovati. Cosa significa? Che non c'è alcuna speranza di rivederli in vita.

Il dolore e il dramma della famiglia Sala

Appresa la notizia, la famiglia del giocatore è scoppiata in lacrime e s'è stretta in un forte abbraccio. Horacio Sala, padre di Emiliano, non riesce a darsi pace per quanto accaduto e ai microfoni di Cronica Tv. "Non posso crederci – ha ammesso -. E' come vivere un incubo. Ho fatto il possibile per tenermi in contatto tutti i giorni con il personale impegnato nelle ricerche e non ricevere notizie per diverso tempo è stato terribile".

Com'è precipitato l'aereo che trasportava il calciatore

Secondo la ricostruzione fatta dagli esperti e, tenendo conto delle condizioni in cui è stato ritrovato il relitto, l’aereo sarebbe affondato nel Canale della Manica in un unico pezzo. Caduto in mare, si sarebbe inabissato subito: un'ipotesi, quest'ultima, che conferma perché è stato ritrovato in un lasso di tempo abbastanza breve rispetto a quando è avvenuto il disastro (circa una settimana fa). "Questo è il miglior risultato che potevamo aspettarci per le famiglie, ma è una notizia devastante", ha ammesso David Mearns.