L’Inter di Spalletti, sempre orfana di Icardi e poi costretta a rinunciare in corsa anche a Perisic, pareggia a Francoforte con l’Eintracht per 0-0. E, alla fine dei giochi, il pari esterno sembra davvero un’ottima notizia per i nerazzurri che, nel corso del match, vivono due gare differenti. Un primo tempo buono, per personalità, gioco e convinzione, col rigore di Brozovic che poteva cambiare il corso della partita, ed una ripresa horror con i padroni di casa sempre in possesso, in pressing, al comando delle operazione e pure vicini al bersaglio grosso in diverse occasioni.

La forza difensiva dell’Inter, l’eccellente prova di De Vrij e l’imperfetta mira degli avanti tedeschi, a salve sia Jovic che Haller, lasciano però tutto invariato per uno 0-0 che rimanda tutto, qualificazione e gloria, alla prossima settimana a campi invertiti.

Trapp respinge Brozovic e torna grande

Areola e Buffon, in estate, lo hanno costretto a tornare alla base, all’Eintracht di Francoforte per cercare di riprendere l’interrotto filo del discorso. Un passo indietro, ma solo per prendere una bella rincorsa e, dunque, riproporsi a grandi livelli. E l’Inter, di scena stasera, è l’appuntamento da non fallire, la data cerchiata in rosso dal numero #31 tedesco che, a favore di telecamere internazionali, può dimostrarsi nuovamente utile, forte: determinante. E l’occasione arriva quasi subito quando al 22’ Brozovic per fallo di Fernandes su Martinez si presenta sul dischetto. Il croato la piazza ma il portierone di Merzig si allunga sulla sua sinistra e devia in corner. È il gesto che esalta il pubblico, respinge il primo vero assalto italiano e lo ricolloca sulla mappa europea: Trapp è tornato.

De Vrij annulla Haller, e pure Jovic

Se la gara termina col punteggio di 0-0, gran parte del merito va attribuito al tandem centrale dell’Inter e, in particolar modo, ad un De Vrij davvero eccellente. Al cospetto del miglior attacco del torneo, e con una coppia, quella d’attacco dei tedeschi, da 38 segnature in stagione, l’olandese sfodera una delle sue migliori prestazioni individuali facendosi trovare sempre pronto, pulito e determinato, in ogni occasione. Il suo zampino, il suo piede, è sempre quello che arriva prima di tutti ed è in grado, ovviamente con la complicità di Skriniar, di cancellare le velleità di Jovic e del francese Haller.

le statistiche offensive del match (Uefa.com)
in foto: le statistiche offensive del match (Uefa.com)

Politano spinge, Ndicka e Kostic rintuzzano

Nonostante il non eccessivo chilometraggio europeo, Politano, sulla sinistra, non teme niente. Men che mai nessuno. Né una Commerzbank Arena stracolma, né il dinamismo e la forza fisica di Kostic e Ndicka. Oggi, l’ex Sassuolo, sembra un uomo in missione. Un’ala chiamata a fare la differenza e a supportare al meglio l’unica punta Martinez. E ogni qual volta il #16 nerazzurro tocca palla, almeno nella prima frazione di gioco, si ha la percezione che qualcosa di importante possa capitare. Dribbla e si propone, accelera e suggerisce e, per chiudere i contorni di una partita quasi al top (nel secondo tempo si spegne insieme alla sua squadra), difende ed aiuta, spesso, un D’Ambrosio sporco, impreciso e incerto in entrambe le fasi. E che poi finisce per subire l’esuberanza e la voglia dell’ex esterno di Stoccarda e Amburgo Kostic. Inesauribile nella ripresa.

Hasebe comanda la difesa, Borja Valero prova a pungere

Ogni match, al suo interno, cela numerosi scontri, duelli e sfide che, poi, finiscono per premiare l’una o l’altra squadra. Ed in questi uno contro uno talvolta tattici, speculari e sul filo dell’età anagrafica, si ritrovano due eroi dalle mille battaglie come Borja Valero ed Hasebe. La vecchia guardia, che difficilmente tradisce, si confronta anche in Germania. E lo fa senza eccessive sbavature, né lampi di gloria, per una gara discreta, sopra la sufficienza per entrambi. Lo spagnolo, cuce e lega i reparti favorendo lo sviluppo del gioco nerazzurro sulle fasce; il giapponese chiude bene e con eleganza le sortite avversarie per poi far partire dalla retroguardia le azioni tedesche per due performance, come detto, di grande sostanza ed affidabilità.

Male Perisic, Hinteregger lo annulla

Nelle ultime uscite dell’Inter, nell’Inter priva di Icardi, Perisic, spesso, è stato capace di prendersi qualche responsabilità in più trascinando una squadra orfana del suo capitano. L’auspicio, anche in Europa League, era quello di vedere il #44 croato sugli stessi livelli di questo ultimo mese. E invece, il campo, implacabile come sempre, consegna una fotografia del tutto diversa. In 58’ di gioco Perisic, che poi esce per Candreva per via di un problema muscolare, tocca pochi palloni, trova pochissimi dribbling, ancor meno passaggi vincenti mettendo in mostra la sua peggior versione. Quella, di frequente vista ad inizio stagione e che sembra doverlo inesorabilmente portare lontano dalla ‘beneamata’. Con Hinteregger quasi a uomo su di lui, capace di controllarlo senza grossi patemi d’animo.

Tabellino e voti

Eintracht di Francoforte (3-4-1-2) #31 Trapp 7; #13 Hinteregger 6.5, #20 Hasebe 6.5, #2 Ndicka 6.5; #24 Da Costa 5.5, #5 Gelson Fernandes 5.5, #17 Rode 5.5 (Dal 75’ Willems 6), #10 Kostic 6.5; #11 Gacinovic 6-; #8 Jovic 5.5, #9 Haller 5.5 (Dal 79 Paciencia s.v.). A disposizione: #1 Ronnow; #23 Russ, #3 Falette; #6 De Guzman, #21 Stendera, #15 Willems; #39 Paciencia. Allenatore Adi Hutter 6+

Inter (4-2-3-1) #1 Handanovic 6+; #33 D’Ambrosio 5+, #6 De Vrij 7+, #37 Skriniar 6.5, #18 Asamoah 5; #77 Brozovic 5, #20 Vecino 6; #16 Politano 6.5, #20 Borja Valero 6- (Dal 79’ Cedric s.v.), #44 Perisic 5 (Dal 58 Candreva 5.5); #10 Martinez 6-. A disposizione: #27 Padelli; #21 Cedric, #23 Joao Miranda, #13 Ranocchia; #87 Candreva, #60 Schirò. Allenatore Luciano Spalletti 6-