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Ecco tutti i giovani che Stramaccioni avrà l’obbligo di lanciare nell’Inter

Andrea Stramaccioni è il nuovo corso nerazzurro: il più giovane tecnico della serie A che dovrà (ri)lanciare i giovani dell’Inter. Questa la sua ‘mission’ voluta dal presidente Moratti nel dopo Ranieri, dando un segnale forte al mondo interista: la rivoluzione è già incominciata.
A cura di Alessio Pediglieri
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I giovani da lanciare nell'Inter

Io non ho paura – Il nuovo film a tinte nerazzurre si potrebbe intitolare proprio così, da quando Andrea Stramaccioni è il nuovo allenatore dell'Inter, subentrato all'esonerato Claudio Ranieri dopo la scissione consensuale del contratto. Il 36enne tecnico proveniente dal settore giovanile nerazzurro, a capo della Primavera che ha conquistato la Next Generation Series, una sorta di Championship europeo ad inviti (prima edizione assoluta, senza l'egida dell'UEFA che però sta vagliando l'idea di creare una vera e propria Champions League Under20 sulla scia di quanto ben fatto dalla NGSeries), ora è alla chiamata più grande e importante della sua giovane carriera. E proprio l'aggettivo ‘giovane' è la parola d'ordine su cui Stramaccioni e chi l'ha scelto (un accordo a tre tra Moratti, Ausilio e Branca) dovrà costruire il proprio prossimo futuro, da qui a maggio. Con un duplice obiettivo: risollevare le sorti della prima squadra lavorando sui giocatori già presenti, inserendo, in modo concordato, elementi nuovi provenienti dal vivaio e giocarsi le proprie chances per essere lui (e non i vari Villas Boas, Blanc, Zenga, Mazzarri o Guidolin) il prossimo allenatore dell'Inter.

stramaccioni giovani e Inter

Parola d'ordine: gioventù – Stramaccioni è ‘giovane': a 36 anni è il più giovane allenatore di tutta la Serie A. L'Inter è ‘giovane': con Ranocchia, Faraoni, Guarin, Juan, Nagatomo, Poli, Castaignos e Alvarez già in prima squadra, e con i talenti della Primavera a disposizione da inserire con parsimonia e intelligenza, di materiale su cui lavorare ce n'è. E tanto. E lo si può fare senza fretta, senza pressioni, arrivando in coda ad una stagione in cui il popolo nerazzurro non avrebbe di certo il dente avvelenato nei confronti di un tecnico che ha già dimostrato di essere capace e di saper valorizzare un vivaio e che – con gli errori dati da una plausibile inesperienza – anche in caso  di ‘fallimento' avrebbe tutta la stima di un ambiente oramai aggrappato ai ricordi di un passato vincente e con negli occhi un presente disastroso.
Insomma, se è vero che la scelta di Moratti è stata quella di indirizzare sin da ora l'Inter verso una lenta, dolorosa e faticosa ricostruzione, quella di Stramaccioni in panchina può essere considerata la mossa giusta (per una volta anche parsimoniosa dopo aver avuto a stipendio nel dopo Mourinho, 4 allenatori a suon di milioni di euro).

stramaccioni giovani e Inter

La meglio gioventù nerazzurra/1 – E allora andiamo a scoprire quali sono questi ‘talenti' del futuro che Stramaccioni dovrebbe rilanciare per creare (e crearsi) un ridente futuro nerazzurro. Iniziamo dalla difesa, dove oggi in prima squadra c'è un certo Andrea Ranocchia, 22 anni, nazionale Under20 prima e titolare fino a qualche mese fa anche della prima squadra azzurra di Prandelli. Da quando è arrivato nel gennaio del 2011, l'ex centrale del Genoa, si è pian piano involuto, vittima dei continui cambi di tecnici (Ranieri, ad esempio, gli ha sempre chiuso gli spazi preferendo i ‘vecchi' Lucio, Samuel e all'occorrenza Chivu e Cordoba) e moduli tattici (il disastroso esperimento della difesa a 3 di Gasperini deve aver inciso in qualche modo sull'autostima del ragazzo). Fatto sta che Ranocchia – indicato dai più come un elemento di sicuro affidamento, ai livelli di Alessandro Nesta per intenderci – ha perso il posto in prima squadra, trasformandosi in un punto interrogativo. Lo stesso dubbio che aleggia attorno a Juan Jesus, il talentino brasiliano voluto fortemente dall'Inter nel mercato di gennaio, non prestato al Novara come si pensava in un primo momento, ma ancora lontanissimo dal pensare di apparire nell'undici titolare o in psicchi di partita in corso. Perchè? Dopotutto, il 21enne di Belo Horizonte è campione in carica (e titolare) del Campionato Sudamericano Under20 e del Mondiale di Categoria con la maglia del Brasile giovanile. Biglietto da visita che gli è valso un contratto fino al 2016 ma al momento solo allenamenti ad Appiano e tribune a San Siro. E poi, c'è anche quello Yuto Nagatomo, prelevato con diffidenza dal Cesena, nel gennaio del 2011, esterno sinistro, e riscattato a giugno dello stesso anno, che  – vuoi per necessità vuoi per le proprie doti – è stato sovente utilizzato prima da Leonardo, poi da Gasperini ed infine da Ranieri, diventando una valida alternativa (e a volte la prima scelta) sulla fascia mancina difensiva.

La meglio gioventù nerazzurra/2 – A centrocampo, attualmente i ‘giovani' portano sulle spalle i nomi di Andrea Poli, Davide Faraoni e Joel Obi. Tutti, ultimamente, più utilizzati nel reparto centrale della squadra con Claudio Ranieri che ha avuto il merito di inserirli titolari, ma anche il demerito di non aver mai creduto fino in fondo nelle loro capacità, creando più che una semplice confusione nella girandola di sostituzioni che ne hanno compromesso le certezze nei singoli. Andrea Poli è arrivato quest'estate, infortunato, in prestito dalla Sampdoria, dove nelle due stagioni precedenti dimostra tutte le sue qualità nelle 52 partite disputate. Con l'Inter debutta a dicembre in campionato con il genoa, rientrando da un lunghissimo infortunio. Da lì collezionerà con la maglia nerazzurra 11 presenze in campionato per oltre 600 minuti, 1 in Champions League e 1 in Coppa Italia. Sintomatico che arrivi il suo primo gol in carriera in Coppa Italia, ancora contro il Genoa nella sfida vinta 2-1 dall'Inter, su assist di Joel Obi, altro elemento di spicco della ‘cantera' nerazzurra. L'esterno nigeriano è un prodotto del vivaio interista, cresciuto nella trafila delle giovanili arrivando in prima squadra lo scorso anno, prima in punta di piedi poi sempre più dimostrando le proprie doti tecniche e fisiche. E' un ‘veterano' tra i giovani, avendo collezionato fino ad oggi 43 presenze tra campionato e coppe e si appresta ad avere un ruolo da subito importante negli schemi tattici di Stramaccioni. Come Davide Faraoni, altro elemento proveniente dalla Primavera nerazzurra, classe 91, difensore trasformato in un centrocampista dalle ottime prospettive. Claudio Ranieri lo inserisce in mezzo al campo, prevalentemente da esterno destro e il ragazzo dimostra di saperci fare: emblematica la rete (prima in carriera) in Inter-Parma 5-0, quando mette il sigillo finale al 79′, dopo pochi minuti da quando era entrato in campo, con un tiro al volo da fuori area.

La meglio gioventù nerazzurra/3 – In attacco, anche se centravanti di ruolo non è, c'è anche Ricky Alvarez, la ‘maravilla' prelevata in Sudamerica dall'Inter quest'estate, divenendone un vero e proprio colpo di mercato. Sulla carta, almeno per i primi 4 mesi quando l'argentino non riesce a trovare spazio in prima squadra, non sfruttando le occasioni che gli vengono date negli scorci di partita. Ne approfitta, però, quando Wesley Sneijder si infortuna e così mostra a tratti il proprio talento costato all'Inter 5,5 milioni di euro più 4 di bonus e uno stipendio di 1,8 milioni l'anno. Poi, la sfortuna ci mette lo zampino e proprio nel suo momento migliore, proprio quando stava prendendosi un posto in prima squadra, un nuovo infortunio l'ha allontanato dal campo. Adesso è pronto ai blocchi di partenza e con Stramaccioni non dovrebbe avere problemi a ritrovare nuove chances. Come Luc Castaignos, autentica meteora dell'attacco nerazzurro, un fortissimo centrale vecchia maniera che nel Feyenoord dov'è stato prelevato ha fatto sfracelli delle difese avversarie. Non ha saputo sfruttare i momenti no dei vari Pazzini, Milito, Zarate e Forlan. Mai ha dato segnali di vita calcistica all'altezza della fama che l'aveva accompagnato, tanto che l'Inter aveva provato a cederlo in prestito a gennaio, con la speranza che potesse maturare. Nulla. Il lungagnone svedese ha rifiutato qualsiasi alternativa all'Inter: adesso con Stramaccioni si capirà se ha avuto lui ragione per giocarsi la possibilità di valere una maglia da titolare.

stramaccioni giovani e Inter

La Primavera in prima squadra – Questi i giovani già a disposizione di Andrea Stramaccioni che certo non dimenticherà i suoi ragazzi della Primavera con cui ha vinto la NextGen Series. Tra loro ci sono già alcuni elementi che potrebbero assaggiare la prima squadra, come Lorenzo Crisetig forse il giocatore più pronto per il definitivo balzo visto che già da un paio d'anni è nell'orbita della squadra maggiore anche se si è sempre prestato a giocare (e bene) con i pari età della Primavera. Per lui di certo, con Stramaccioni in panchina saranno aperte le porte del centrocampo nerazzurro, in un'ottima chance da giocarsi per evitare di venire prestato al Parma (con cui è in comproprietà) a fine anno, provando a convincere tutti che si merita una maglia nerazzurra. Insieme a lui, occhi aperti anche sul capitano della Primavera Riganò, su Pecorini – inventato da Stramaccioni esterno difensivo destro – su Longo (il bomber della Primavera). Questo per restare agli italiani, perchè nelle giovanili dell'Inter ci sono moltissimi stranieri di talento: Duncan, ‘Mbaye, Bessa, Alborno. Attenzione a questi nomi, se da qui a maggio li sentirete nominare in Serie A, ricordatevi che li manda Stramaccioni.

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