"Mi piacerebbe raccontare al mondo chi sei davvero". Così scriveva Kathryn Mayorga nella lettera di sei pagine rivolta a Cristiano Ronaldo nella quale si diceva pentita di essersi lasciata comprare, di aver venduto la propria dignità, di averla presa, impacchettata e spedita in fondo all'oblio nemmeno fosse un vecchio maglione infeltrito, di quelli che non butti ma nemmeno riesci a disfarti. Quel documento faceva parte dell'accordo extra-giudiziale raggiunto nel 2010 per accettare il silenzio in cambio della somma di 375 mila dollari. Chissà se quella missiva, che CR7 avrebbe dovuto leggere, è stata mai consegnata dagli avvocati al loro assistito. Ed è a questo cavillo che l'attuale legale della donna si aggrappa per riuscire a ottenere l'annullamento in sede civile di quell'accordo firmato 8 anni fa affinché lei nulla raccontasse di quella notte di giugno 2009, quando nel lussuoso albergo di Las Vegas si consumò la presunta violenza sessuale.

Cosa accadde nella suite del Palms Hotel è noto. Prima Football Leaks (2017) poi il settimanale tedesco, Der Spiegel, hanno portato alla luce anche i particolari più scabrosi, la narrazione del presunto stupro, di quella serata iniziata in un locale a bere qualcosa e poi finita malissimo, con il tentativo (come ammesso da Mayorga, oggi maestra 34enne all'epoca dei fatti 25enne e aspirante modella) da parte del portoghese di abusare sessualmente della donna nonostante lei non accettasse quelle maniera brusche.

Ho urlato no, no no… Ti ho pregato di smettere. Spero ti renda conto di quello che hai fatto e che tu abbia imparato da questo terribile errore. Non prendere la vita di un’altra donna come hai fatto con la mia – si legge nello stralcio di quella lettera -. Non mi importa dei tuoi soldi, quella era l’ultima cosa che volevo! Volevo giustizia!

L'accordo extra-giudiziale del 2010. Undici clausole per blindare la posizione e il nome di Cristiano Ronaldo di cui la ragazza non avrebbe dovuto parlare in pubblico, in famiglia, nemmeno partecipando a sedute collettive di psicoterapia dove avrebbe fatto menzione della propria esperienza. Tra le postille ce n'era molto importante: l'obbligo per CR7 di sottoporsi al test dell'Hiv e consegnare i risultati alla donna così da tranquillizzarla sulle proprie condizioni di salute. Un dettaglio tutt'altro che trascurabile perché confermerebbe il rapporto non protetto avuto in occasione del presunto tentativo di violenza.

La causa civile per annullare quel documento del 2010. Il 28 settembre Kathryn Mayorga ha presentato una nuova denuncia contro l'attuale calciatore della Juventus e, al tempo stesso, una causa civile fondata su ulteriori accuse (coercizione, frode, abuso, diffamazione, violazione di contratto). E' il tentativo di aprire una breccia, buttare già quel muro di gomma che lei stessa contribuì a costruire quando mise nero su bianco in calce alla bozza redatta da Carlos Osorio De Castro (legale dell'ex stella del Manchester United). Allora le sembrava fosse la soluzione migliore, che non avesse altra scelta, che nessuno le avrebbe mai creduto, che sarebbe stato impossibile mettersi contro una star dello sport internazionale.

Prese i soldi e lasciò – com'era obbligata a fare – che sulla sua vita calasse l'oblio mentre quella del suo (presunto) aggressore decollava verso Madrid, verso i contratti milionari degli sponsor, verso i cinque Palloni d'Oro, verso il record di gol in Champions e il primato di cannoniere assoluto, verso quel titolo di Campione d'Europa conquistato con il Portogallo e con il Real. Oggi è tutto cambiato perché è cambiata la percezione in America grazie anche al movimento Metoo ma il nuovo procedimento civile intentato non potrà mai avere seguito in tribunale se prima non verrà annullato l'accordo sottoscritto nel 2010.

Leslie Mark Stovall è l’avvocato di Kathryn Mayorga che ha denunciato Cristiano Ronaldo
in foto: Leslie Mark Stovall è l’avvocato di Kathryn Mayorga che ha denunciato Cristiano Ronaldo

La legislazione del Nevada. Quanto agli aspetti penali, dopo 9 anni sono poche le possibilità che l'indagine porti a un'incriminazione formale di CR7 e quindi al processo per stupro. "Le prove sono state smarrite", ha ammesso l'avvocato di Kathryn Mayorga (Leslie Mark Stovall) parlando degli indumenti intimi e della certificazione che faceva parte del verbale redatto subito dopo che la (presunta) vittima della violenza sessuale s'era sottoposta al ‘rape-kit' (test per verificare lo stupro subito) all'University Medical Center. La legislazione del Nevada prevede un limite di 20 anni (modificato di recente rispetto a quello 4 anni vigente fino a poco tempo fa) per denunciare abusi e prevede nel caso di condanna una pena che può arrivare perfino all’ergastolo (nei casi più gravi) con condizionale che scatta dopo 10 oppure 15 anni.

I tempi dell'indagine, chi deciderà se Ronaldo può andare a processo. Adan Ocampo-Gomez, capo dell’ufficio stampa della polizia di Las Vegas, ha spiegato qual è la tempistica e il procedimento che verrà seguito dopo la richiesta di riapertura delle indagini che diventano atto dovuto in seguito alla nuova denuncia: raccolte le nuove prove nel dossier, verrà trasmesso al procuratore della Contea di Clark (Nevada) e sarà lui stabilire se il materiale probatorio sarà sufficiente per incriminare Cristiano Ronaldo ed eventualmente rinviarlo a giudizio. Quanto tempo ci vorrà? Non è dato saperlo con precisione. CR7 potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti? Sì, non è un'ipotesi da escludere e se ciò accadrà il portoghese lo farà dall’Italia attraverso video oppure via email. Almeno nel corso della fase investigativa non è previsto alcun viaggio a Las Vegas, laddove tutto cominciò nella sera di giugno 2009.