C'è chi è a favore di Cristiano Ronaldo e chi invece lo considera un grandissimo campione ma incapace di entrare davvero nel cuore del club, della storia della società che rappresenta. Perché Cristiano è prima di tutto Ronaldo, il resto viene dopo. Sempre. E' per questo che il Real Madrid ha perso un fenomeno assoluto, il capocannoniere di sempre, un talento cristallino capace di trascinare il club a vittorie epocali. Ma senza entrare realmente nel cuore della tifoseria, senza mai ritrovarsi aziendalista al cento per cento.

Chi pensa che Ronaldo alla Juventus giocherà e vincerà per la squadra e il prestigio sociale può anche tifare un altro sport. Cristiano non si discute per qualità, talento, capacità. Ma non gli si può dire certo di essere un uomo squadra, di sapersi – o volersi – sacrificare per gli altri. Non fa gruppo, il suo gruppo è se stesso. E' la società di appartenenza che finisce per identificarsi con lui, non il contrario.

A Madrid, si stava sempre più parlando di "Real Ronaldo" e non di "Real Madrid". E' il pensiero di gran parte dei tifosi madridisti oggi orfani del Pallone d'Oro. Una tesi condivisibile perché quando si pensa alla Casa Blanca oramai si pensava esclusivamente di Ronaldo e mai viceversa. Una tesi rafforzata dagli atteggiamenti in campo, con gol pazzeschi, capolavori del calcio, per i quali Ronaldo non ha mai ringraziato pubblicamente un compagno.

Anche nel momento di apoteosi massima, subito dopo una rete, di Ronaldo si ricordano le corse solitarie, le scivolate sulle ginocchia, gli indici puntati al terreno per dire "io sono qui!" o i muscoli sfoggiati togliendosi la maglietta. Non ci si ricorda di un Ronaldo sommerso dai compagni e ancor meno di un Ronaldo che corre a festeggiare un suo compagno che ha segnato. Individualista, vincente, trionfatore. Ma pur sempre un singolo in uno sport che vorrebbe elogiare la squadra.

Si vedrà, adesso alla Juventus, ancor più forte questo suo paradigma. In un club in cui il motto "vincere è l'unica cosa che conta", Cristiano Ronaldo si incastona alla perfezione. Passerà in secondo piano allorché Cristiano riuscirà a segnare e a meravigliare tutti. Ma il rischio è concreto: anche la Vecchia Signora potrebbe venire fagocitata da un cannibale che pur giocando in squadra, ama vincere da solo.