In un campionato lungo 38 tappe, alla fine dei giochi, a vincere è sempre la squadra più profonda, convinta, forte ed attrezzata. Una squadra con un suo gioco ed una sia chiara identità. Ma anche un club con talenti in campo capaci di invertire la rotta in momenti complicati e abili a tirare fuori, a estrarre, nelle situazioni di particolare difficoltà, il cosiddetto coniglio dal cilindro. Segnando, creando grandi occasioni da gol e, pure, battendo con precisione calci di rigore di importanza capitale. Vediamo dunque quali sono gli elementi più efficaci nella 16 metri avversaria in grado di convertire in rete, in quella particolare zona del campo tanti, tantissimi tiri dal dischetto che, spesso, valgono tre punti.

Ligue 1, Pepe anima del Lille: 8 penalty calciati per lui

In Francia, ma anche nell’intera Europa, non c’è un rigorista come Pepe. Un esperto di questo fondamentale come il franco-ivoriano. In tema di penalty conquistati e, pure, realizzati. Il 23enne del Lille, infatti, col suo mancino ma anche con forza fisica, estro e fantasia, si rivela asso nella manica della formazione di Christophe Galtier con 16 gol a referto, 10 tiri dagli undici metri guadagnati, 8 calciati e ben 7, con una bella percentuale di conversione, segnati.

Il tutto, per un rendimento sin qui da numero uno, da astro nascente del football transalpino e da prossimo obiettivo estivo del mercato della Ligue 1. Su di lui, difatti, ci sono già Barcellona, Arsenal e Bayern Monaco.

Milivojevic e Pogba: lo scettro è di Crystal Palace e Man Utd in Premier

Ventisette anni, di professione? Metronomo in mezzo al campo ma, anche, all’occorrenza, diga in fase di interdizione lì, sempre nel settore nevralgico del rettangolo verde. Eppure, a Luka Milivojevic, mediano del Crystal Palace, specie in questa stagione, potrebbe affiancarsi un’altra, impeccabile etichetta: quella di spietato cecchino dagli 11 metri. E sì perché in Premier League, ad oggi, solo uno specialista come Pogba, a pari merito col serbo, riesce a raggiungere il numero dei calci di rigore gestiti dall’ex Olympiakos che, pure, dimostra una certa freddezza.

Sui 7 penalty ‘gestiti’, infatti, il classe ‘91 li ha segnati tutti rivelandosi freddo, algido, implacabile anche quando la pressione, quella di un tiro ‘libero’ a tu per tu col portiere avversario, si fa intensa, intensissima. Una pressione che pure sembra non schiacciare l'ex Juventus Pogba in grado, anche ieri col Fulham, di battere l'avversario da distanza ravvicinata col sigillo el 3-0 sul Fulham di Ranieri e della vittima Sergio Rico.

CR7 cinque centri su sei rigori calciati

Cristiano Ronaldo, ormai, non sorprende più nessuno. In ogni settore del gioco: da quello statistico a quello tattico passando per quello squisitamente tecnico, ogni suo gesto, benché stellare, ogni colpo da maestro, benché da cineteca, da tempo, fa parte dell’immaginario collettivo ed è patrimonio, se non dell’Unesco, del calcio nella sua globalità, nella sua interezza. CR7 è un toccasana per gli occhi, un tonico per gli appassionati della disciplina ma anche una macchina da gol che, quasi sempre, non perdona. A ogni latitudine.

E pur cambiando Paese, squadra, campionato, colori e abitudini, il lusitano non muta: segna, segna, determina e si rivela numero uno. Numero uno in termini di presenza sul campo ma anche, nello specifico aspetto, quanto a rigori calciati in Italia con il #7 bianconero a gestire tutti i penalty della Juventus e a realizzarne 5 su 6.

Dias, Ramos e Hazard a chiudere: 5 penalty per loro

A chiudere, infine, troviamo tre talenti che illuminano i campi di Liga e Bundes e che, quest’anno, si confermano assi irrinunciabili delle proprie formazioni.

Parliamo di Charles Dias, punta 34enne dell’Eibar, dell'eterno Sergio Ramos, in gol su rigore anche nel derby di ieri contro l'Atletico Madrid, e di Thorgan Hazard, fratello piccolo di Eden in forza al Borussia Monchenglabdach, capaci, nelle rispettive organizzazioni, di caricarsi sulle spalle buona parte delle responsabilità di squadra quanto a grandi occasioni create, dribbling, conclusioni e, appunto, tiri dagli 11 metri. Uomini a cui affidare i momenti chiave del match e bravi, per un pacchetto completo, ad affrontare anche il fondamentale del rigore con tutti gli elementi in questione appaiati a quota 5 penalty calciati, ma con risultati differenti: 5 reti per il verdeoro, 3 per il belga.