La clausola rescissoria che consente a Maurizio Sarri di liberarsi dal Napoli (e al Napoli d'incassare 8 milioni d'indennizzo) scade il 31 maggio e finora alcuna società s'è fatta seriamente avanti per attivarla. Il presidente, Aurelio De Laurentiis, non ha intenzione di aspettare ancora. La rosa di alternative, a cominciare dal nome di Carlo Ancelotti circolato con insistenza, non gli manca però sa che per reciproca convenienza e di continuità aziendale convincere il tecnico toscano è la cosa più saggia da fare.

  • Sul tavolo gli ha messo una proposta economica allettante (ingaggio fino a 4/4.5 milioni di euro bonus compresi)
  • la certezza che il gruppo non verrà smantellato ma rivisitato (sia pure passando attraverso la cessione di qualche pezzo pregiato) con l'innesto di calciatori non di primissima fascia ma sicuramente affidabili e utili alla causa
  • la volontà di tenere un livello di competitività alto in campionato e proseguire anche il percorso di crescita in Europa
  • il desiderio di maggiore valorizzazione di tutti gli elementi perché non si verifichi più un caso alla Maksimovic (il difensore costato 26 milioni di euro che ha chiesto di andare in prestito all'estero pur di non perdere il Mondiale con la Serbia)
  • cassare la clausola rescissoria così che nessuno dei due sia più ‘prigioniero' per il futuro

Il patron avrebbe voluto dare l'annuncio del rinnovo del contratto con l'allenatore già nella cena di fine stagione oppure entro domenica, quando al San Paolo calerà il sipario sul campionato in occasione della gara col Crotone, al massimo entro la prossima settimana. Non oltre. Sarri ha ascoltato e letto le modifiche al copione richieste dal produttore, ha chiarito le proprie perplessità e sostenuto altrettante motivazioni, s'è preso ancora qualche ora di riflessione, ha lasciato intendere quanto sia auspicabile una maggiore condivisione nelle scelte di mercato: a lui che è il regista il compito di recepire ogni cosa ed, eventualmente, dire sì perché il bel film realizzato in questi 3 anni abbia un sequel e non si arresti a un no detto in una sera di maggio.

Non c'è stata la fumata bianca, il tecnico non ha sciolto del tutto la riserva ma l'incontro è stato utile a trovare punti d'intesa, magari a dissipare ogni dubbio perché per in futuro non dovranno più essercene. E questo Napoli non può permetterseli, né la piazza – che s'è stretta intorno all'allenatore – vuol perdere colui che spesso s'è definito fautore della ‘gioia di un popolo perché il Napoli è la squadra di un popolo'. Le alternative? De Laurentiis dovrebbe incontrare Ancelotti il 21 maggio a Milano. In caso di rifiuto le opzioni da seguire sono due essenzialmente: l'ex tecnico dello Shakhtar, Paulo Fonseca, e Marco Giampaolo dalla Samp. Ma attenzione a Claudio Ranieri che s'è liberato dal Nantes.