Chi sarà il prossimo allenatore del Napoli? Maurizio Sarri accetterà la proposta del presidente, Aurelio De Laurentiis, oppure tra i due non c'è più alcuna possibilità di mediazione e proseguire il percorso comune iniziato tre anni fa? Fu proprio il massimo dirigente a volere in azzurro l'allora tecnico dell'Empoli, affascinato dal gioco proposto, dall'intensità e dal ritmo della manovra: quel sodalizio ha portato in dote (a entrambi) ribalta europea, apprezzamenti anche al di là delle Alpi, un quasi scudetto e la certezza di essere in Champions che è un tesoro prima ancora di una vetrina. Entro la prossima settimana – mercoledì, al massimo giovedì – ci sarà l'incontro definitivo perché c'è un futuro da programmare: sia comune oppure per dirsi addio, non c'è più tempo da perdere.

Le richieste da parte del tecnico sono chiare. Tre punti chiave: avere un ingaggio maggiore rispetto a quello attuale e non inferiore ai 4 milioni di euro; certezza che la squadra venga rinforzata e non smantellata; una rosa di calciatori di qualità elevata così da essere competitivi tanto in campionato quanto in Coppa; eliminazione della clausola e rinnovo anche per i collaboratori del proprio staff.

La clausola rescissoria e le attenzioni dei club. Il suo manager, Pellegrini, ha sondato piste alternative (dallo Zenit fino a Chelsea e Monaco) qualora l'esito della discussione con il presidente non fosse da fumata bianca: c'è tempo fino al 31 maggio da parte di una società interessata per pagare la clausola rescissoria da 8 milioni di euro che libera l'allenatore, oltre quel limite c'è solo l'ipotesi delle dimissioni e la possibilità che le parti si separino trovando un accordo. Poi ognuno per la propria strada.

Cosa proporrà De Laurentiis. Al tavolo di confronto ci sarà lo ‘stato maggiore' del Napoli: oltre al presidente, il suo braccio destro Chiavelli, il direttore sportivo Giuntoli. Sono essenzialmente 5 i punti oggetto di valutazione: volontà da parte della società di migliorare il centro sportivo che funge anche da quartier generale; un mercato che sia importante ma senza fare follie (non è mai stata la politica adottata dal club in questi anni); chiarezza sugli obiettivi da perseguire; condivisione dei programmi; adeguamento economico sostanzioso pari a 4 milioni a stagione (con bonus compresi) fino al 2022.

Le alternative a Sarri in caso di addio. I nomi emersi in queste settimane sono tanti, uno degli ultimi fa riferimento a Gasperini dell'Atalanta che si fa prediligere soprattutto per la sua capacità di lavorare coi giovani. Restando in Italia il profilo che maggiormente attrae è quello di Giampaolo della Sampdoria perché all'insegna della continuità con il modello tattico attuale, della qualità del gioco e della duttilità degli schemi. Poi c'è la pista internazionale, direzione che De Laurentiis ha battuto da subito in virtù del rapporto con il potente agente di mercato, Jorge Mendes: grazie a lui si è avvicinato a Fonseca dello Shakhtar, nel caso in cui Sarri dovesse scegliere il Principato di Monaco (laddove il procuratore portoghese ha contatti molto forti). Emery, in uscita dal Psg, pure è un nome che piace ed è sotto i riflettori.

La suggestione. Non Antonio Conte ma Carlo Ancelotti, che (come rivelato dal Corriere della Sera) De Laurentiis potrebbe incontrare a Milano il 21 maggio, quando l’ex allenatore del Bayern Monaco tornerà in Italia dal Canada in occasione della partita di addio al calcio di Andrea Pirlo. Tra le parti ci sarebbero stati contatti telefonici frequenti e, considerata la volontà da parte del tecnico di continuare ancora ad allenare un club, la panchina azzurra potrebbe essere una sfida accattivante. Il punto è: il Napoli può permettersi un tecnico del calibro di Ancelotti che, quanto a ingaggio e pretese sulla rosa, comporterebbe un esborso economico al momento fuori portata? Non resta che attendere perché la matassa si dipani.