L'urlo che squarcia la calma, a tratti la noia, di un martedì sera di fine stagione, è di quelli che non ti aspetti: via Sarri, dentro Ancelotti. Un blitz, una trattativa flash ed il Napoli si assicura uno degli allenatori più vincenti, apprezzati e contesi degli ultimi anni (biennale da 6.5 milioni a stagione). E proprio come in una guerra lampo, un blitzkrieg, scaduto l'ultimatum all'ex tecnico, De Laurentiis ha messo in secondo piano la diplomazia e si è lanciato all'attacco con un solo obiettivo: Ancelotti. Un obiettivo fortemente voluto, un upgrade nel progetto tecnico, una garanzia per i futuri destini campani. E così, il day-after il colpaccio partenopeo, è già domani, è già Napoli 2018/19, è già futuro. Un futuro, con il fine stratega Carletto in panchina e la possibilità, con un mercato all'altezza, di arrivare lì dove il bel calcio sarriano non è riuscito: a quel titolo che ormai manca da ben 28 interminabili anni.

I moduli di Carletto: da tre anni è 4-4-2, 4-3-3 o 4-2-3-1

Nel corso della sua intensa e straordinaria carriera (1027 partite da tecnico con quasi il 60% di vittorie, 3 Champions League e 19 titoli vinti in totale) Ancelotti, dalla Reggiana al Bayern Monaco passando per Parma, Milan, Chelsea, Paris Saint Germain e Real Madrid, che, peraltro, ha condotto a vincere la sua ‘decima' Champions League della storia, ha provato ogni schema possibile. Per lui, in sostanza, non esistono sistemi di gioco, misteri o alchimie tattico/manageriali sconosciute.

Eppure, negli ultimi anni, dovendo osservare il percorso del tecnico italiano, vediamo come i suoi recenti moduli più utilizzati, dal 4-4-2 messo in campo 25 volte nelle 77 gare complessivo col PSG, al 4-3-3 (schierato in 69 occasioni) col Real Madrid, fino al 4-2-3-1 (messo insieme 32 volte in 60 match) col Bayern Monaco, ecco come potrebbe giocare col Napoli, con questo Napoli e quello futuro, Ancelotti al ‘San Paolo’.

Il Napoli odierno: 4-3-3 come Sarri, anzi come Ancelotti

Malgrado gli annali o le schede tecniche di riferimento parlino di Ancelotti come vate, profeta e fautore del 4-2-3-1, la storia recente di Carletto dice ben altro. Prendendo in considerazione, infatti, le ultime stagioni con Bayern Monaco, Real Madrid e Paris Saint Germain, notiamo come, da Sarri a Ancelotti, la continuità, non tanto di appeal quanto tecnica, non si arresta, anzi. Nelle 256 sfide complessive col nativo di Reggiolo in panca, oltre la metà di queste, 129, hanno visto Carletto schierare, appunto, il 4-3-3, modulo uscente di questo Napoli e modulo per il quale, al momento, i calciatori in rosa, sembrano più adatti.

E così, col roster ancora intatto, e quindi ancora senza cessioni illustri e addii eccellenti, l’undici è/sarebbe, Reina a parte, pressoché uguale: Sepe in porta, Hysaj, Raul Albiol, Koulibaly e Ghoulam in difesa, Allan, Jorginho e Hamsik in mediana e Insigne, Mertens e Callejon davanti. Un undici però, sempre seguendo gli annali, che potrebbe divenire 4-2-3-1, utilizzato in 64 occasioni nelle tre precedenti esperienze ancelottiane, con Hamsik spostato nel tridente a sostengo di Mertens e Allan e Jorginho centrali.

Il Napoli futuro: Suso, Vidal e… Benzema?

Guardando oltre, e dunque a quello che potrebbe accadere di qui alle prossime settimane, ecco che la formazione azzurra potrebbe subire un deciso restyling. Un restyling che non dovrebbe però vedere protagonisti punti fermi, pretesi da Ancelotti ieri a colloquio con De Laurentiis, come Koulibaly, Raul Albiol, Allan, Callejon e Milik. E così, con le voci di mercato che si infittiscono, con Hamsik, Jorginho e forse Mertens, sempre più lontani (e dunque con un bel tesoretto in cassa), ecco che il volto del Napoli, nei titolari, cambia e pure tanto. In porta, infatti, dovremmo trovare uno fra Rui Patricio o Leno, difesa intatta invece con Vrsaljko (valutato 25 milioni di euro) come possibile vice-Hysaj e, a centrocampo, Vidal, pretoriano di Carletto, in luogo di Hamsik e Lucas Torreira per Jorginho. Davanti, invece, la rivoluzione sembra ancora più evidente con le conferme di Insigne e Callejon ma anche i possibili arrivi, e con un Ancelotti in panca tutto è possibile, di Suso dal Milan e, addirittura, di Benzema, in uscita dal Real Madrid. Un Napoli dal grande valore, un Napoli, magari chissà, finalmente da scudetto.