Il Napoli quest’anno fa sul serio sul mercato. Dopo una stagione utile per mettere in piedi il nuovo corso ancelottiano, infatti, i campani sembrano avviati verso una road-map ben definita che prevede l’acquisizione di elementi mirati per rafforzare pesantemente la squadra. Insomma, c’è ottimismo anche perché, stando alle parole del tecnico Ancelotti, il 2 settembre, a trattative concluse, “saremo tutti contenti”. E questa felicità, che oggi non può non prescindere dalle trattative, passa per nomi importanti, d’élite, per elementi in grado di fare la differenza e proiettare il Napoli a ruolo di sfidante numero uno della Juventus di Sarri. Nomi d’attacco, con James, Pépé e Icardi, insieme, capaci da subito di entusiasmare una piazza vogliosa di combattere e, magari chissà, vincere qualcosa di importante. E così, prima ancora delle ufficialità, delle evoluzioni delle trattative per questi tre calciatori, delle clausole, delle frenate, degli abboccamenti e, sperano i supporters partenopei, delle firme, ecco come giocherebbe il Napoli con James, Pépé e Icardi davanti.

Tutti impiegati nel 4-2-3-1 di Ancelotti con Insigne largo a sinistra

Trovare spazio ai campioni non è mai cosa difficile. Specie se il sistema di gioco che sta per essere adottato in fase attiva, in sede di possesso, è un 4-2-3-1. Un modulo che consente a qualsiasi squadra di schierare contemporaneamente in campo quattro calciatori offensivi e che permetterebbe, nello specifico a questo Napoli, di poter dare una maglia da titolare a tutti i nuovi arrivati, ai possibili nuovi arrivi James, Pépé e Icardi.

Che, dovessero vestire l’azzurro, potrebbero far paura a qualsiasi squadra. Anche alla Juventus dominatrice della Serie A da otto stagioni di fila. E sì perché a supporto dell’unica punta Icardi (con Milik in seconda fila) a sinistra, nel ruolo che a lui piace di più, troveremmo Insigne, al centro, nei panni del trequartista, dell’uomo che fa la differenza tra le linee, James Rodriguez e, sulla destra, un funambolo mancino che salta tutti in dribbling e in velocità come Pépé. Per un tridentazo dietro Maurito da 180 milioni di euro ma anche di una qualità davvero eccezionale, da Champions League.

Icardi attaccante centrale, James da seconda punta. Insigne e Pépé larghi nel 4-4-2

E poi, per ripercorrere tappe che hanno comunque dato un buon contributo al Napoli, parliamo dunque del 4-4-2 già visto lo scorso anno dalle parti del ‘San Paolo’, ecco un attacco, con James, Pépé e Icardi, leggermente differente.

Il colombiano, infatti, dovrebbe potersi sistemare di fianco all’attaccante albiceleste in una situazione di gioco da seconda punta, Insigne, invece, dovrebbe arretrare sulla linea dei centrocampisti ricoprendo la posizione di ala sinistra, mentre Pépé, dall’altra parte, sostituirebbe Callejon con gli stessi, identici compiti dello scugnizzo napoletano sul versante mancino. Per una formazione tecnica, abile palla al piede, imprevedibile in fase di costruzione ma forse troppo a trazione interiore e sbilanciata, specie in caso di mancato apporto difensivo degli esterni, in sede di pressing e recupero palla in transizione passiva.

L’albero di natale, con uno fra Insigne o Pépé fuori dai giochi

Il camaleontismo azzurro si preannuncia intenso. Anche perché Ancelotti vuole una squadra capace di cambiare pelle, anche a gara in corso, senza perdere il peso, la qualità e le doti della sua rosa. Che, appunto, diventerebbe di primissima fascia, forse anche in Europa, con James e soci. E che, in questo eterno trasformismo tattico, in questa costante metamorfosi troverebbero infinite combinazioni, illimitate soluzioni.

Anche, nel 4-3-2-1, nell’albero di natale di ancelottiana memoria. Con James e uno fra Insigne e Pépé dietro la punta Icardi e con, alle spalle dei due trequartisti, un terzetto di centrocampisti da urlo, tutto talento, geometrie, estro e qualità come quello composto, con Allan in panchina, da Zielinski, Fabian Ruiz e il nuovo arrivo Elmas.

Il 4-3-3 con James vertice alto della mediana

Ultima soluzione, sia pure raramente vista con Ancelotti sulla panchina del Napoli, quella del 4-3-3. Che, in questa versione, dovrebbe essere una sorta di 4-2-3-1 ancora più accentuato con gli esterni, sempre Insigne a sinistra e Pépé a destra, qualche metro più avanti rispetto al predetto modulo e James, da trait d’union, fra mediana e ultimo quarto di campo, fra le linee, vertice alto del centrocampo a tre dei campani. A chiudere tutto, poi, irremovibile, Icardi, quale realizzatore privilegiato e alfiere a cui affidare tutte le speranze di far gol dei suoi.