Il ritiro che è appena cominciato per lui, il primo da capitano del Napoli, potrebbe essere il prologo stagionale più importante della sua carriera. E il patron Aurelio De Laurentiis, in una recente intervista, ha appena ricordato tutto ciò a Lorenzo Insigne non lesinandogli una tiratina d’orecchi, una netta stoccata: “Lorenzo non può più comportarsi in maniera infantile, un giocatore come lui può e deve giocare in diversi ruoli”. Parole e musica del presidente che però sembra aver toccato un punto fondamentale del Lorenzo che verrà.

Un Insigne ancora più a disposizione della squadra e del suo tecnico che, come già ampiamente annunciato, ha intenzione di schierare il suo nuovo club con diversi sistemi di gioco con il #24, specie se dovesse accettare di fare un po’ da globetrotter in mezzo al campo, quasi come insostituibile nei suoi undici titolari. Anche con l’arrivo di James Rodriguez. Qui, moduli e posizioni che dovrebbe poter ricoprire il nuovo Insigne nel nuovo Napoli di Ancelotti.

 

Seconda punta nel 4-4-2: ritorno al passato

Lo scorso anno, una delle novità più evidenti dell’impatto sul pianeta Napoli di quell’asteroide che porta il nome di Carlo Ancelotti, è stata la decisione di spostare Lorenzo Insigne più avanti, a ridosso della porta. Venti, trenta metri più accentrato, da seconda punta. Una piccola ma enorme metamorfosi che, nella prima parte della stagione azzurra, ha condotto il #24 partenopeo a siglare sette gol nelle prime undici sfide di campionato e a diventare ancora più pericoloso e determinante per il destino dei suoi.

Un filo del discorso interrottosi a inizio novembre ma che non ha evitato a Lorenzo di disimpegnarsi al meglio davanti mettendo a referto una delle sue migliori annate dal punto di vista realizzativo con 14 reti totali, di cui 26, appunto, da secondo attaccante. Uno score importante per un ruolo, James o non James, che pure dovrebbe ripetere e reinterpretare, magari con minore frequenza, nella prossima stagione. Quella, sperano i tifosi napoletani, della definitiva consacrazione del Lorenzo nazionale.

Esterno a sinistra nel 4-4-2

Che, all’occorrenza, in caso di arrivo di James o di contemporanea titolarità davanti di Dries Mertens potrebbe dislocarsi, anche se in maniera più precaria, sulla corsia mancina di centrocampo: da dove poter contribuire a sviluppare il gioco di pari passo però con compiti eminentemente di difesa.

Trequartista nell’albero di natale: il 4-3-2-1

Una delle possibili nuove soluzioni portano al 4-3-2-1 e a quell’albero di natale che già in passato, nella carriera di Ancelotti, ha pagato tanto in termini di risultati, gol e spettacolo. Una soluzione da riproporre anche anni dopo, anche con interpreti differenti. Con Insigne, nello specifico, chiamato in questo sistema di gioco a fare il trequartista dietro la punta centrale, a produrre calcio e idee brillanti con i tre centrocampisti alle spalle e soprattutto con l’altro rifinitore dietro Milik: Mertens o, almeno questo è il sogno dei tifosi azzurri, James Rodriguez.

Esterno nel 4-2-3-1 come ai tempi di Rafa Benitez

Altra soluzione importante che poi dovrebbe essere quella iniziale, di avvio di stagione, è quella che dovrebbe vedere il Napoli con il 4-2-3-1. Una sistemazione tattica già vista durante la coda del 2018/19 e che dovrebbe poter vedere tre esterni d’attacco a sostegno, a supporto dell’unica punta. Una punta forte, brava a giocare con i compagni ed abile a sfruttare ogni chance negli ultimi trenta metri. E qui, un po’ come già accaduto allo scugnizzo napoletano durante l’era Benitez (con 10 gol in 61 sfide totali intervallate da un brutto infortunio al ginocchio), Insigne potrebbe facilmente essere impiegato largo a sinistra dove però, oltre ad avere compiti offensivi, dovrà correre dietro il terzino avversario, accorciare in fase passiva e non lesinare qualche duro contrasto. Insomma, una strada più difficile, in salita, meno agevole in sede di non possesso ma comunque preziosa per gli equilibri dei suoi e della sua squadra.