L’ultimo innesto del Parma di D’Aversa nell’ultimo giorno di calciomercato quello, storicamente, più intenso e vivace per i club medio piccoli, ha portato in Emilia un talento uruguaiano dal cognome un po’ strampalato: Nicolás Schiappacasse. Un carneade, per i più, un buon colpo, non solo in prospettiva, per i profondi conoscitori del gioco.

E sì perché quell’attaccante, che somiglia ad Aguero e che ha già stregato l’Atletico Madrid, tanto da prelevarlo a titolo definitivo due anni fa dal River Plate Montevideo, in questi 18 mesi italiani, potrebbe esplodere e rivelare tutto il suo sconfinato potenziale da esterno offensivo, seconda punta e, all’occorrenza, da alfiere centrale dell’attacco. E così, dai suoi esordi in patria al debutto nella Liga2 in Spagna fino alla vittoria del Sub 20 nel 2017 ed al suo approdo in Serie A, ecco chi è Nicolás Schiappacasse.

Gli esordi in patria, il River nel cuore

Nicolás Javier Schiappacasse Oliva, meglio noto come Nicolás Schiappacasse nasce a Montevideo il 12 gennaio 1999 e proprio nella capitale uruguaiana comincia a tirare i primi calci ad un pallone. E già a 5 anni, entra a far parte del piccolo club della Nueva Palmira per poi spostarsi, a 6 primavere, all’Universal per cui gioca fino all’età di 11 anni. Nella cantera cittadina dell’Universal cresce, apprende i fondamentali del gioco ed inizia a farsi notare in giro. Nei tornei locali e negli scontri, accesi, fra i vivai della città che affaccia sul Rio de la Plata. A 11 anni, la sua fama attira gli scout del River Plate Montevideo che, in poco tempo, decidono di portarlo in squadra, in uno dei club più titolati del Paese. Ma il talento è di quelli puri, cristallini che non temono palcoscenici importanti e pressioni di sorta. Tanto che, il 19 aprile 2015, a 16 anni, esordisce in Primera Division nella vittoria dei suoi allo stadio ‘Saroldi' per 2-0 sulla Juventud.

Il 23 maggio successivo, l’asso celeste realizza la sua prima segnatura mettendo a referto il definitivo 3-0 sul Tanque Sisley. E l’anno successivo, a 17 anni, Schiappacasse esordisce nella Copa Libertadores 2016 giocando il primo match della manifestazione contro la U de Chile. L’avventura dei Darseneros finirà male, fuori ai gironi, ma il ragazzo riuscirà a misurarsi nel calcio che conta accelerando il suo processo di crescita. Arricchitasi poi, con 4 gol e 2 assist, in 32 gare da pro col River Plate de Montevideo.

Un recuerdo no se olvida jamas. #Campeon #sudamericanosub20 🏆🇺🇾❤️

A post shared by Nicolas Schiappacasse (@nico.schiappacasse) on

Sub 20 e Atletico Madrid. Difficoltà in Europa, Parma come meta perfetta

Ma la vetrina più importante, per El Chapa, così soprannominato dai supporters dei Darseneros, è il Sub 20, la competizione sudamericana dedicata agli Under 20 dell’America latina, con Schiappacasse determinante per la vittoria del torneo della sua Celeste. Tre reti in 13 gare, nella compagine del Ct Coito che vedeva in campo stelline del calibro di Arnaiz, Bentancur, Rossi e Saracchi, gol a Argentina, Perù e Colombia e trionfo finale. Un trionfo eccezionale, storico e pure decisivo per il suo volo intercontinentale verso l’Europa, i guadagni del ‘Vecchio Continente’ ed il football che conta.

Arriva l’Atletico Madrid che, per 1.5 milioni di euro, anticipa tutti sul tempo cercando il colpo da 90, il colpo, magari, alla Aguero. Le prime due annate dell’ala di Montevideo però, non sono come tutti se le immaginano. Nessun minuto con i grandi del Cholo e solo una convocazione, contro l'Osasuna, nella prima stagione in rojiblanco. Otto presenze e zero gol, invece, l’anno successivo nell’Atletico Madrid B fino al prestito della scorsa estate al Rayo Majabahonda nella seconda divisione iberica (1 gol in 13 gare) e poi al prestito al Parma, da 18 mesi, per trovare continuità, fiducia e quei colpi che, in Sud America, erano di casa per El Chapa. Prima però, come due anni prima, c’è un Sub 20 da affrontare da protagonista e, possibilmente, da rivincere.

Caratteristiche tecniche: Schiappacasse somiglia al Kun

Caratteristiche tecniche? Prima però contestualizziamo il profilo del ragazzo: per il Guardian, nel 2016, il ragazzo è fra i migliori prospetti del 1999. Un premio alle sue doti ma anche, forse, un fardello che grava sulla sua spensieratezza. Ma torniamo all’aspetto calcistico. Schiappacasse è un esterno offensivo di grandissima qualità, dotato di fisicità, velocità e fiuto del gol. Un’ala perfetta in un 4-3-3, in un 4-2-3-1 con la sinistra sua fascia preferita, d’ordinanza.

Lì, il talento di Montevideo può scatenare il suo dinamismo, la sua corsa, il suo estro, la sua fantasia ed un destro, se non potentissimo, di sicuro molto ma molto preciso ed educato. La fascia sì ma anche il centro dell’attacco, può essere il suo terreno preferito, il suo habitat naturale. Da seconda punta, ripercorrendo le stesse orme di Aguero, almeno all’inizio della carriera del Kun, ma anche da prima con la sua garra, la sua forza d’animo a sopperire a 180 cm di stazza che, per un panzer centrale, non sono sempre sufficienti.

Valore di mercato: l’uruguaiano in crescita

Segno del suo momento di stallo, in una carriera all’inizio, il valore di mercato del ragazzo, un po’ come il Pil per un Paese, è in discesa. Una recessione tecnica, da meno 200mila euro rispetto al picco massimo raggiunto nel 2018 a 500mila, ma che non può preoccupare. Resta, difatti, fra i migliori classe 1999 ma anche un asset su cui puntare. Vista Atletico, che per lui ha speso 1.5 milioni di euro, ma anche per il Parma che, in questi 18 mesi, potrebbe ritrovarsi un talento dalle grandi potenzialità e che potrebbe garantire tanti assist e gol alla formazione ducale.