Un pareggio che è sembrato corretto per tutti, protagonisti in campo, tifosi e addetti ai lavori. Certo, il Napoli poteva osare di più ma anche il Paris Saint Germain avrebbe potuto prendersi l'intera posta in palio. Un 1-1 che ha accontentato tutti, o quasi. Perché una voce fuori dal coro si è elevata nelle ore successive al match del San Paolo, quella del patron dei francesi, Nasser al-Khelaifi. Lo sceicco era in tribuna d'onore a godersi uno spettacolo che a suo avviso è stato rovinato da una prestazione arbitrale insufficiente e che ha condizionato l'esito.

Al-Khelaifi recrimina per due motivi precisi: il rigore con cui il Napoli ha trovato il pareggio e un mancato fischio su un contatto in area partenopea che avrebbe dovuto dare un penalty al Psg. Il numero uno dei campioni di Francia non ha avuto mezzi termini. L'occasione era ghiotta, la squadra era riuscita anche a portarsi in vantaggio, la partita stava andando sui binari giusti. Non fosse stato per il direttore di gara, Kuipers, colpevole di non ager gestito due episodi che si sono rivelati determinanti ai fini del tabellino.

Rigore sì e rigore no

Il primo è il presunto fuorigioco di Callejon in occasione del rigore del pareggio. Il giocatore del Napoli si trovava al di là della linea difensiva del Psg e quindi l'azione non si sarebbe dovuta concludere con un penalty (poi realizzato da Insigne) ma con una punizione a favore del francesi. Ma la rabbia del proprietario del Psg è ancora più marcata soprattutto per la mancata concessione del rigore dopo il contatto in area tra Maksimovic e Bernat.

Le due accuse dello sceicco

Per questi motivi, a fine gara Al-Khelaifi ha tuonato: “C’è fuorigioco sul rigore del Napoli e c’era un rigore per noi. Accettare gli errori dell’arbitro? Certo ma è altrettanto chiaro che l’introduzione della Var è necessaria e non si possa più attendere. Siamo venuti qui per vincere ma sfortunatamente non ci siamo riusciti:  Tuchel sta facendo un ottimo lavoro e sono molto soddisfatto. A Napoli era complicato, abbiamo fatto il nostro dovere e siamo ancora in corsa”.