"Cazzo, mi hanno tolto il secondo gol!". Sergio Ramos commenta così – ai microfoni di Atresmedia – la decisione da parte della Uefa di aggiornare le statistiche relative alla partita di martedì sera contro il Napoli. Nell'almanacco stagionale della Champions il difensore spagnolo vede sottrarsi la rete del raddoppio al San Paolo, quel gol del 2-1 che ha definitivamente spento ogni sogno di rimonta da parte degli azzurri.

Imperioso lo stacco, precisa la scelta di tempo, durissima la ‘capocciata' impressa alla palla… peccato, però, che sulla traiettoria la deviazione di Mertens sia stata decisiva per ingannare Pepe Reina. E così la Federazione internazionale ha deciso di convalidare la marcatura come autorete e non prodezza personale dello spagnolo. La motivazione della decisione? Un tentativo riuscito male di effettuare una giocata (presumibilmente, un colpo di testa per allontanare la palla dall'area di rigore) piuttosto che una deviazione tanto imponderabile che sfortunata.

Nonostante tutto, Ramos si conferma l'uomo dei gol pesanti per i blancos. Nella pancia del San Paolo ha detto "non chiamatemi eroe" ma quando l'attacco stenta a trovare la via della rete (eccezion fatta per un palo di Cristiano Ronaldo, Benzema e Bale non hanno battuto ciglio) allora le incursioni del centrale difensivo sono una risorsa in più.

L'arma in più, decisivo coi suoi gol

Basta dare un'occhiata al suo curriculum recente: nel 2014, al 93′, segnò il gol che portò il Real ai supplementari nella finale di Champions contro l'Atletico, fino alla conquista della ‘decima' Coppa. Nella stessa edizione, ma in semifinale con il Bayern, pure aveva trovato il modo per lasciare il segno così come nella finale del 2016 giocata a San Siro (compreso il tiro dal dischetto nella lotteria dei rigori). Ad agosto scorso aveva marcato il tabellino nella finale della Supercoppa Europea oltre ad aver regalato dispiaceri al Barcellona.