Neymar e il Paris Saint-Germain denunciati alla Uefa dal Barcellona. Lo ‘scippo' subito per opera dei francesi – che hanno pagato la clausola di 222 milioni – e per volontà del calciatore, attratto dall'ingaggio di 30 milioni netti a stagione, è una ferita ancora aperta in casa blaugrana. Molto più che un'operazione di mercato, semmai un attentato di ‘lesa maestà' a uno dei club più forti (anche economicamente) e titolati al mondo. E' anche per questo che il presidente catalano, Josep Bartomeu, parla alla platea dei tifosi blaugrana riuniti a Congresso senza lesinare critiche nei confronti del brasiliano e della società transalpina.

L'attacco di Bartomeu a Neymar e al Psg.

"Neymar è già il passato, il Barcellona guarda al futuro", afferma il massimo dirigente ma il blitz compiuto dallo sceicco (operazione complessiva da 600 milioni considerati i costi per i prossimi cinque anni di contratto) è stato un colpo sotto la cintura. Scorretti, così definisce entrambi. E passa all'attacco: "Abbiamo denunciato alla Uefa questa operazione – ha ammesso il massimo dirigente -. Siamo contro l'inflazione artificiale del calcio e vogliamo proteggere questo sport".

Voltare pagina in fretta.

Il Barcellona ci prova: lo impongono le scelte di mercato e la necessità di colmare quella falla apertasi nella rosa. Già, perché con la partenza dell'ex Santos finisce anche l'epoca del ‘tridentazo', l'attacco micidiale da 364 gol in 3 stagioni costituto da Messi, Suarez e dal ‘dieci' della Seleçao (lo stesso numero di maglia che Neymar avrà a Parigi, a differenza dell'11 finora indossato)

Neymar è stato parte del nostro club, ma oggi è già storia. E' una decisione sua, la rispettiamo ma non possiamo condividerla anche se noi abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per trattenerlo. Il nostro è un club con 118 anni di storia, con grandi giocatori e oltre 140mila soci: è nostro e dei nostri soci, non di uno sceicco o un oligarca.

O Ney bugiardo e traditore

Così è stato etichettato (bugiardo e traditore) O Ney dai tifosi del Barcellona, per nulla disposti a credere che la sua sia stata una scelta professionale, fatta per ambizione di vittorie. Una scelta – è la convinzione comune – condizionata dalla grande capacità di persuasione esercitata dai soldi dello sceicco: ingaggio da 30 milioni all'anno, bonus e quell'insostenibile leggerezza dell'essere una star assoluta senza convivere all'ombra di Lionel Messi.

Messi e Iniesta, esempio da seguire.

Proprio la Pulce viene citata dal presidente, Bartomeu, quale calciatore modello. "L'impegno di fedeltà di Leo Messi deve essere un esempio, così come nel caso di Andres Iniesta. Avevamo previsto la possibilità che Neymar se ne potesse andare e per questo abbiamo messo la clausola rescissoria da 222 milioni di euro".

La promessa di mercato, il Barcellona verrà rinforzato.

"Prenderemo giocatori. Il primo è stato Semedo, ma ovviamente ne arriveranno altri. Quest'anno non parleremo più di tridente, ma della squadra". Ha aggiunto Bartomeu, che ha sul proprio taccuino anzitutto il nome di Coutinho del Liverpool, individuato quale erede di Neymar.

Conti in regola.

Ultima riflessione del massimo dirigente dedicata allo stato di salute delle finanze. "Abbiamo generato un fatturato di oltre 700 milioni di euro e un utile di 18 milioni, i debiti sono scesi a 247 milioni – ha aggiunto Bartomeu -. E' così anche per la rivista Forbes, che ci colloca al secondo posto fra i club dal maggior valore dopo il Manchester United".