La Musa di Messi. Musa è il cognome di Ahmed, l'attaccante della Nigeria che con la doppietta realizzata contro l'Islanda ha lanciato un salvagente all'Argentina, consentendole di sperare nella qualificazione agli ottavi di finale della Coppa del Mondo. Non c'era risultato migliore che la Seleccion (e la Pulce) potessero desiderare: la sconfitta dei geyser ha rimescolato la classifica e concesso all'Albiceleste l'ultima chance da sfruttare per non chiudere in maniera ingloriosa la propria esperienza in Russia.

Ironia della sorte, è proprio da Musa che dovranno guardarsi: o battono le aquile (confidando che la Croazia faccia polpette anchedei vichinghi) oppure non resta che fare i bagagli e fare ritorno a casa. Ipotesi drammatica per i sudamericani e in particolare per l'asso del Barcellona, tra i campioni più deludenti di questa prima porzione di Mondiale.

La sorpresa, invece, è rappresentata dal 25enne attaccante della Nigeria che il ‘dieci' blaugrana ha affrontato nell'agosto del 2016 in America in occasione della International Championship Cup e s'è ritrovato di fronte anche nel 2014 in Brasile. In entrambe le occasioni ha fatto gol… Anzi al Mondiale ‘verde-oro' rifilò due reti alla nazionale allora diretta dal commissario tecnico, Sabella. Amuleto e spauracchio al tempo stesso, è lui l'uomo da temere di più delle ‘aquile' che sognano il colpo grosso proprio nell'ultimo e decisivo confronto con l'Argentina.

Musa ha iniziato la carriera nella squadra nigeriana del Kano segnando 18 gol in 25 partite prima di passare al VVV Venlo, al Cska di Mosca e infine a Leicester. E' una punta centrale dal fisico agile e, oltre ad avere fiuto sotto porta, lo ha anche per gli affari: ha acquistato una stazione di servizio nel suo paese per dare lavoro ai suoi amici. E' la seconda, alla quale abbina anche un centro sportivo e di fitness e altre proprietà in città. Un piccolo imprenditore di sé stesso che sogna lo sgambetto ai giganti dell'Argentina.

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