Nemmeno il tempo di festeggiare la vittoria di Crotone che l’Inter di Luciano Spalletti deve tornare subito in campo in quel di Bologna. Contro i felsinei il tecnico toscano conferma nove undicesimi della formazione titolare che ha iniziato la gara dello Scida, bocciati invece il brasiliano Dalbert e Roberto Gagliardini, sostituiti da Nagatomo e Vecino. Ma i nerazzurri vanno subito in difficoltà costretti a difedersi dalla sorprendente veemenza degli emiliani che guidati da un ottimo Simone Verdi si sono portati in vantaggio con lo stesso ex Milan sfiorando più volte il raddoppio. Nel secondo tempo l’inerzia però è cambiata e i meneghini trovano il pareggio con un rigore conquistato da Eder e realizzato dal solito Icardi. Al Dall’ara finisce 1-1 ed ecco chi sono stati i top e i flop di questo pareggio.

Top, chi può sorridere e perché

Eder: un ingresso provvidenziale

Nel primo tempo l’Inter non solo è stata sorprendentemente costretta sulla difensiva da un ispiratissimo e concentratissimo Bologna, ma anche in fase offensiva si è vista pochissimo. Nella ripresa l’inerzia del match è cambiata solo quando Eder ha preso il posto di Joao Mario. L’italo brasiliano ha sbagliato meno del portoghese conquistandosi anche il calcio di rigore dell’1-1 sfruttando un’ingenuità di Mbaye e dando prova di grande voglia. Non sarà un fenomeno, ma a quest’Inter può essere davvero utile.

Un Verdi da Nazionale

Ci si aspettava Mauro Icardi o Ivan Perisic e invece il migliore in campo al Dall’Ara è stato il numero 9 del Bologna, Simone Verdi. Il talento scuola Milan si è caricato sulle spalle i compagni guidando l’attacco dei felsinei in quello che, almeno nel primo tempo, è stato un assedio rossoblu. Un palo, due gol sfiorati e uno realizzato con un gran tiro dalla distanza, ma non solo: dribbling, giocate, azioni personali, assist per i compagni e difesa dell’Inter in continua apprensione. In tribuna c’era il ct della Nazionale Ventura: non saremmo sorpresi di vederlo nella prossima lista dei convocati.

Di Francesco: uomo ovunque

Essere il figlio di un allenatore forse lo aiuta, ma l’importanza tattica che riveste Federico Di Francesco in questo Bologna a trazione offensiva non ha eguali. Il numero 14 di Donadoni non risparmia nemmeno una goccia di sudore e si trova a fare entrambi le fasi con grande qualità. Lo si può trovare a raddoppiare Candreva al limite della propria area e poi nella trequarti avversaria a giostrare la manovra offensiva dei suoi. Manca un po’ di lucidità nell’ultima parte di gara (e Donadoni lo sostituisce), ma chiedergli anche quello sarebbe davvero troppo.

Flop, cosa dimenticare e in fretta

Disastro D’Ambrosio

Non è stata una grande serata invece per Danilo D’ambrosio. Il terzino ex Toro costantemente in difficoltà in fase difensiva e che si sia trovato davanti Verdi, Di Francesco o Masina il risultato è stato sempre lo stesso: saltato puntualmente o fallo per il Bologna. Spalletti lo tiene in campo per mancanza di alternative, ma è evidente che avrebbe avuto bisogno di riposare. Per sua fortuna le volte in cui dovrà giocare ogni 3 giorni quest’anno saranno poche.

Mbaye: che ingenuità!

Dopo una gara perfetta se il Bologna esce dal campo con un solo punto gran parte della colpa va all’ingenuità di Mbaye che regala un calcio di rigore all’Inter scivolando malamente e toccando con il braccio un Eder che non avrebbe comunque potuto impensierire Mirante. Un solo errore, che costa però tanto a Donadoni e ai suoi.

Valero – Vecino: Inter senza filtro

Doveva prendere in mano il centrocampo e far girare al meglio l’Inter e invece la coppia ex Fiorentina Borja Valero – Vecino è stata travolta dal maggiore ardore degli avversari. Male in fase di interdizione non riuscendo a fare filtro e schermare la difesa dagli attacchi portati da Simone Verdi e compagni. Peggio in fase d’impostazione: messi sempre in difficoltà dal forsennato pressing degli emiliani non sono mai riusciti a ad avviare la manovra nerazzurra.