Apocalisse Italia, Azzurri fuori dal Mondiale 2018

Tutela dei vivai: le norme UEFA ci sono ma l’Italia dei furbetti è dietro l’angolo

Immagine
Dal 2015 le normative UEFA sulla tutela dei vivai e dei giovani Under21 sono state applicate anche dalla Serie A. Ma non c’è garanzia di utilizzo di giocatori italiani, solo di giocatori di ‘formazione’ italiana (cioè che militano a tempo nel nostro campionato, anche stranieri). Per questo serve una’autoregolamentazione da parte della FIGC.
Video thumbnail

C'è chi ha analizzato le nuove normative europee che sono in vigore da due stagioni e che indica come le strade dorate da seguire alla lettera per uscire dal tunnel in cui si è incanalata la nazionale italiana: quella senza ritorno della mancata cura dei propri giovani calciatori. Eppure, anche se dal 2015 l'UEFA ha irrigidito le procedure e imposto alcuni fermi alle scelte – spesso scellerate – dei club pronti a far di tutto pur di vincere una competizione senza pensare al domani, il sistema fa ancora acqua da molte parti. Insomma: non si può venir salvati da un organismo del calcio che deve gestire i grandi sistemi mondiali, a pensare al proprio bene dev'essere l'Italia stessa, senza se e senza ma.

Le regole cambiano

Serie A secondo le normative Uefa

Le regole ci sono ma non aiutano a risolvere il problema. Per la prima volta, a partire dalla stagione 2015/2016, la Serie A ha adottato in toto il regolamento Uefa in materia di tesseramenti. Una scelta fatta per tutelare maggiormente i vivai, sulla carta, che ha in parte stravolto le rose dei nostri club. Ma che di fondo non ha cambiato nulla perché si sono trovati i classici rimedi per evitare la norma.

Giocatori con militanza italiana

La mediocrità della nostra nazionale ne è la più chiara delle conferme. Prima del 2015 le squadre di Serie A si sono limitate a consegnare prima dell’inizio del campionato una lista di 25 giocatori, 8 dei quali di formazione con una militanza di tre anni (ed entro i 21) in un club italiano. Da due stagioni, nella lista dei 25 sono inclusi 4 giocatori che hanno trascorso almeno un triennio nello stesso club in un età compresa tra i 16 e i 21 anni. E, oltre a questi, anche 4 giocatori con una militanza di tre anni (ed entro i 21) in una qualsiasi società nostrana.

Come si aggira la regola Uefa

Nessun vincolo per gli italiani

Fatta la regola, scoperto l'inganno: la norma Uefa non obbliga a schierare giocatori di nazionalità italiana, ma di formazione italiana. Un distinguo fondamentale perché è  qualcosa di ben diverso e non necessariamente destinato ad aumentare l’utilizzo di calciatori nostrani. Le norme comunitarie, del resto, impediscono un trattamento di favore e quindi sono le stesse Federazioni a dover intervenire su se stesse.

Manca la volontà della Figc

In pratica, o la Figc vara una regolamento blindato, obbligando ai club di investire nei vivai, o decide di dedicare parte dei proventi nella formazione dei giovani, imponendo alle società di non solo inserirli in rosa ma farli giocare, oppure tutto sarà  – ancora una volta – inutile.

57 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views