Ha vissuto una stagione all'ombra di Gigi Buffon, prima di diventare il suo erede in bianconero. Wojciech Szczesny è diventato il nuovo portiere titolare della Juventus dimostrando di avere tutte le carte in regola per non far rimpiangere il suo predecessore, non soffrendo la concorrenza agguerrita di Mattia Perin. In una lunga intervista alla BBC l'estremo difensore della nazionale polacca, si è raccontato affrontando numerosi temi legati al passato e al presente.

Szczesny e la voglia di restare all'Arsenal, il club di cui è tifoso

Impossibile non partire dall'avventura all'Arsenal. Un'esperienza che gli ha permesso di affacciarsi sul palcoscenico calcistico internazionale. Il suo feeling con i Gunners è ancora fortissimo: "Mi sarebbe piaciuto restare all'Arsenal tutta la carriera. E' il club che amo e di cui sono ancora tifoso. Ho dato tutto per giocare lì. Mi dispiace di non aver fatto di più ai Gunners, ho vinto 2 Fa Cup e un Community Shield ma mi sarebbe piaciuto vincere almeno una Premier League. Qualche volta però bisogna pensare con la testa e non solo con il cuore".

Szczesny e il vizio del fumo all'Arsenal

Non tutte rose e fiori per Szczesny all'Arsenal. Impossibile dimenticare l'episodio relativo alla sigaretta fumata sotto la doccia che sollevò un polverone (ripetutosi anche alla Roma). Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora per il portiere polacco tornato a parlare anche dei rapporti con Arsene Wenger: "Penso di essere un ragazzo normale. Ero solito fumare, sono stato multato da Arsene. Ho grande rispetto per lui ma siccome quell'episodio è successo quando ho perso il posto da titolare, è stato sovradimensionato. Ho iniziato a giocare in Premier quando avevo 20 anni, forse all'inizio non ero preparato mentalmente e questo mi è costato qualcosa a livello di reputazione. Ma poi cresci, maturi. Ora sono un marito e un padre, quindi la vita è un po' cambiata".

Il trasferimento alla Juve e la convivenza con Gigi Buffon

L'Arsenal però adesso è il passato. Dopo la parentesi alla Roma, Wojciech Szczesny si è accasato alla Juventus. Come ha vissuto l'estremo difensore della Polonia il dualismo con Buffon, e il suo iniziale ruolo di secondo portiere? Ecco la risposta: "Il mio primo pensiero è stato che dovevo fare un passo indietro per poi farne due avanti. Quando ho analizzato la situazione, ho capito che non era un passo indietro perché sapevo che avrei giocato comunque. Alla fine ho giocato 21 partite, che non è male per un portiere di riserva. Ho avuto anche l'opportunità di imparare da uno dei migliori portieri della storia e ho avuto un anno a disposizione per prepararmi a prendere il suo posto. E' stata l'occasione migliore che potessi avere nella mia carriera. Sono contento di come è andata, tutti abbiamo momenti difficili nella carriera, ma conta come si reagisce. Se sono arrivato qui me lo sono guadagnato, non vengo fuori dal nulla".

Quali sono i calciatori fumatori, oltre a Szczesny nella lista c'è anche Buffon

E in passato tra l'altro Szczesny e Buffon sono stati accomunati dalla passione per il fumo, con l'estremo difensore italiano beccato alle prese con una sigaretta. I due fanno parte di una lunga lista di giocatori fumatori che comprende anche vere e proprie stelle del calcio internazionale: basti pensare a Balotelli, Verratti, Nainggolan, Sneijder, Kevin Prince Boateng, Neymar, Piqué, Ozil. Tutti beccati alle prese con sigarette galeotte che spesso e volentieri hanno fatto infuriare i rispettivi club. E non mancano anche i nomi dei fumatori tra i calciatori del recente passato: da Vialli a Platini, da Vieri a Zidane, fino a Bruno Conti, Pruzzo, e anche il leggendario bomber del Real Di Stefano

L'eredità di Buffon alla Juve non pesa sulle spalle di Szczesny

Quello che è certo è che Szczesny ha cercato di giovare della vicinanza di un monumentale Buffon. Il portiere ex Arsenal ha dunque imparato e non poco dall'attuale estremo difensore del Psg, del quale però non sente il peso dell'eredità sulle spalle: "Non c'è miglior modo di imparare che guardare i migliori nel loro lavoro. Solo essere con lui in ogni allenamento significava poter vedere come preparava le partite, come comunicava con i difensori, non solo in campo ma anche nello spogliatoio. Mi ha anche aiutato a maturare. Ho cercato di essere all'altezza dello standard che si aspettavano da me. L'eredità di Gigi? E' più facile per me perché non sono italiano, questo vuol dire che non sarò mai "il nuovo Buffon". Sarò il nuovo numero 1 della Juventus e basta. Penso solo a fermare i palloni che vanno verso la rete. Non approccio le partite pensando che non posso sbagliare perché tutti sentiranno la mancanza di Buffon".

Szczesny non vuole giocare fino a 40 anni come Buffon

Difficile però che Szczesny possa seguire le orme di Buffon. L'attuale titolare tra i pali della Juventus vuole diventare "grande" con i bianconeri, ma non giocare come il suo predecessore fino a 40 anni: "Non era facile da realizzare ma possiamo dire che ci aspettavamo di vincere le prime 9 partite. Se giochiamo al nostro livello, è difficile batterci nel campionato italiano. Fin qui abbiamo avuto una partita difficile e una facile in Champions. Ora voglio solo vincere trofei e continuare la grande storia del club. Non voglio far parte della prima squadra che ha perso il campionato dopo molti anni. Giocare fino a età avanzata? Ho visto i sacrifici che ha fatto Gigi per allenarsi al massimo nella passata stagione. Quando hai 25 anni è tutto facile, ma dopo i 35 ogni allenamento è un sacrificio. E non mi vedo disposto a farli a quell'età".