Sette giornate di squalifica a Papiss Cisse, attaccante del Newcastle, sul quale ha pesato l'aggravante della recidiva per una precedente sanzione inflittagli per condotta violenta. Sei turni di stop a Jonathan Evans, difensore del Manchester United. La Football Association ha usato il pugno di ferro per punire gli sputi e la rissa scatenata dai due calciatori, protagonisti di comportamenti che la federazione inglese ha sanzionato censurando entrambi con una maxi squalifica. L'episodio (accaduto intorno al 40′), non visto dal direttore di gara e nemmeno dai suoi collaboratori, non è sfuggito alla giustizia sportiva d'Oltremanica che – attraverso l'ausilio di filmati – ha punito i due tesserati – e senza possibilità di fare ricorso in appello – in base alle immagini inequivocabili della prova tv. A nulla è valso il tentativo da parte di Cisse: dichiaratosi colpevole, ha cercato di evitare una punizione molto severa ma il giudice sportivo non ha fatto sconti al calciatore dei ‘magpies'. Quanto a Evans, ha invece negato ogni addebito e respinto le accuse anche dinanzi all'evidenza deo fotogrammi.

Più che il referto del direttore di gara – l'arbitro Taylor – ha pesato la sequenza video-clip analizzata con attenzione dalla FA, ritenuta così grave da sorvolare perfino sulle parole dei due calciatori. "Mi spiace per quanto accaduto – ha ammesso la punta senegalese, Cisse, già nel mirino per una gomitata a Coleman dell'Everton -, la mia è stata una brutta reazione a qualcosa di altrettanto sgradevole che m'è capitato. Chiedo scusa ai miei compagni di squadra e per il cattivo esempio dato ai tifosi". Di tutt'altro tenore le parole di Evans: "Non è nel mio carattere o nella mia natura sputare a qualcuno, non è una cosa che ho mai fatto e che farei mai". La Federazione e le immagini hanno raccontato qualcos'altro…