Il suo Chievo ha perso, ma Stefano Sorrentino è comunque uscito dal campo da vincitore dopo aver compiuto diversi miracoli e aver parato un rigore a Cristiano Ronaldo. Quarant'anni a marzo, il numero uno di Cava de' Tirreni è stato infatti tra i migliori nella squadra di Di Carlo, nel match dell'Allianz Stadium. Ai microfoni di Sky, il portiere gialloblu ha voluto raccontare la sua prodezza contro il cinque volte Pallone d'Oro.

"Cosa ho pensato subito dopo la parata? Ho sbroccato contro l'arbitro, perché il rigore poteva non darlo – ha spiegato Sorrentino nel post partita – A mente fredda, avrei preferito non parare il rigore e portare a casa punti. Il segreto delle mie prestazioni? Ho avuto in passato come preparatore dei portieri Claudio Filippi, oggi invece mi segue Squizzi. Il merito è loro". Dopo aver incassato i complimenti dell'allenatore, Sorrentino ha anche spiegato a fine gara come ha studiato il modo di calciare dagli undici metri di Cristiano Ronaldo.

Come Sorrentino ha stregato CR7

"Ogni settimana Squizzi mi prepara una clip, il giorno della partita la guardiamo insieme e scegliamo una strategia. Stamattina quando abbiamo visto i suoi rigori, ho visto che l’ultimo l’aveva tirato centrale, i penultimi due chiusi, ho pensato che questo potesse aprirlo. A marzo faccio 40 anni, sono in scadenza di contratto e sono un giocatore del Chievo ultimo in classifica, certo che l’idea di parare un rigore a Ronaldo mi solleticava".

"Come mai non sono andato ad Empoli? Perché ho iniziato stagione nel Chievo: un club importante per me che mi ha rivoluto – ha concluso SorrentinoHo iniziato la stagione al Chievo e chiuderò la stagione qui. Vedo solo gialloblù". Di questa dichiarazione sarà contento Di Carlo, che dopo il match ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno: "Questa squadra ha dei valori, lo ha dimostrato anche oggi. Saremo a lottare fino alla fine e, con il passare delle settimane, cresceremo a tal punto da vincere qualche partita".