Sono iniziati i Mondiali e con loro anche l'era del VAR, l'aiuto ai direttori di gara che fischieranno le 32 partecipanti in Russia. Un anno zero, di prova ma anche di verifica generale che devreterà definitivamente quanto sia importante la moviola in campo in ogni competizione e non solo in alcuni campionati.

Fifa ha scelto Russia 2018 come grande debutto per la tecnologia e non ha badato a spese perché tutto sia perfetto anche se non ovunque si utilizza uno strumento che nell'ultima Serie A.

Mosca l'ombelico del mondo. Le partite del Mondiale saranno arbitrate da Mosca, ovunque si giochino. Una VOR (Video Operation Room) costruita presso l'IBC (International Broadcast Centre) della capitale russa sarà la casa dove tutte le emittenti presenti che hanno i diritti per la trasmissione delle gare hanno la propria base operativa.

4 arbitri davanti al monitor. Ma ci sono dei distinguo perché il Var che vedremo al Mondiale sarà in parte diverso rispetto a quello cui ci siamo abituati in Italia ad esempio per la quantità di arbitri impegnati davanti al monitor: si passa dai 2 arbitri fin qui visti ai 4 impegnati su ogni singolo incontro di Russia 2018.

Le competenze dei 4 arbitri VAR

La figura principale resterà quella del Var, l'arbitro ‘ufficiale' che resterà l'unico in contatto diretto con l'arbitro di campo come già accade oggi nella nostra Serie A. L'Avar1 (il secondo arbitro) avrà il compito di continuare a seguire sugli schermi lo svolgimento del gioco così da non perdere nulla nei momenti in cui il Var principale sarà impegnato in un silent check (controllo silenzioso) per valutare l'eventuale segnalazione all'arbitro.

La novità è rappresentata dall'Avar2 al quale sarà data la consegna di occuparsi unicamente del fuorigioco e avrà a disposizione telecamere aggiuntive. Infine il quarto arbitro, l'Avar3 sarà una sorta di sovrintendente rispetto alle operazioni dei colleghi che interverrà laddove ci sarà necessità aggiunta.

Sui maxischermi si vedrà tutto. L'ultima grande novità ha poco a che fare con il regolamento e la sua applicazione – che resta classica nel protocollo già acquisito in Italia – e molto, invece, con la comunicazione. Diversamente da quanto accaduto fin qui in Italia e non solo, al Mondiale gli spettatori degli stadi potranno ricevere in tempo breve una spiegazione su quanto successo tra campo e Fifa Var Room: L'idea è quella di trasmettere sui maxischermi le immagini attraverso le quali il Var e l'arbitro hanno deciso di cambiare o mantenere una decisione

Quando si usa la VAR?

 Vanno corretti soltanto gli errori chiari per il protocollo che resterà uguale a quello che è utilizzato in Italia.  La domanda di fondo non è "la decisione dell’arbitro era giusta?" ma "era chiaramente sbagliata?". Piccola ma sostanziale differenza. Poi si possono correggere solo rigori, gol viziati da irregolarità, espulsioni dirette e scambi di persone sui cartellini. L’arbitro deve dimenticarsi del Var, decidere e ricordarsi del Var solo se una revisione si rende necessaria. Solo l’arbitro può iniziare una revisione, il Var può soltanto suggerirla in supporto. La decisione finale spetta solo all’arbitro e tranne casi rarissimi, che sia l’arbitro a richiamare il Var: il Var controlla tutto e richiama l’arbitro se necessario

I casi particolari. Se il gioco è fermo la revisione va fatta prima che riprenda, altrimenti non si potrà tornare indietro. Se il gioco è in corso va interrotto in fase "neutra". Una volta iniziata la revisione vanno prese tutte le decisioni necessarie, mentre nel caso di rigori, gol ed espulsioni per chiara occasione da gol la revisione deve riguardare tutta l’ultima fase di attacco. Se sull’esecuzione di un rigore qualcuno commette un’infrazione evidente e poi partecipa allo sviluppo del rigore stesso il Var deve intervenire