Da oggi siamo tutti un po' più soli. Soprattutto coloro che hanno a cuore le sorti della Roma: spiazzati e colpiti al cuore dalla decisione del club di James Pallotta di non rinnovare il contratto a Daniele De Rossi. Chi lo ha conosciuto bene, come Rosella Sensi, non può certo accettare una decisione simile: "E' una giornata tristissima. Voglio bene a Daniele ed è ancor più triste dopo aver sentito le sue parole. Questa decisione sarebbe dovuta arrivare ma non in questo momento, non così non sentendo la sua amarezza".

Il senso d'appartenenza

"Con Daniele va via quel pezzo di romanità e di appartenenza che fa triste il tifoso giallorosso perché c'è un’identità nel nascere a Roma, nel continuare a giocare nella squadra in cui si è nati – ha aggiunto l'ex presidente giallorosso a ‘Radio 24' – Bisogna continuare a tramandare determinati valori ai ragazzi che approcciano al calcio, e credo che Daniele De Rossi, come ovviamente Francesco Totti, rappresenti un simbolo. Daniele andava un po' più considerato e rispettato in maniera diversa. La società fa le sue scelte ma questi giocatori non sono solo i giocatori più importanti della squadra ma rappresentano qualcosa per tutta la tifoseria giallorossa".

Quella volta che la Sensi si rifiutò di venderlo

"A lui mi legano tanti ricordi, tanti periodi passati insieme – ha continuato Rosella Sensi – Mi torna in mente quando rifiutai l'offerta che mi fu fatta per venderlo. Tanti sentimenti, tante emozioni e tanti rapporti umani che per fortuna il calcio regala. Daniele De Rossi è una persona estremamente sensibile e mi piace ricordare il rapporto che aveva con mio padre e con mia madre. Conserverò questi momenti anche nei miei confronti, eravamo sempre d'accordo e lui lo sa, ce lo siamo detti. De Rossi è sempre stato una persona determinante all'interno della struttura societaria, non solo come giocatore".