Dopo la sua prima esperienza (18 mesi tra il 2009 e il 2011), conclusa con uno scudetto sfiorato e un secondo posto finale, Claudio Ranieri riparte dalla sua città e dalla sua squadra del cuore. "Sono felice di essere tornato a casa. Quando la Roma ti chiama è impossibile dirle di no", ha dichiarato il nuovo tecnico giallorosso reduce dalle recenti esperienze in Francia e in Inghilterra, dove era tornato per tentare di risollevare il Fulham.

Atterrato a Ciampino nelle prime ore di oggi, Ranieri si è poi diretto verso mezzogiorno a Villa Stuart per la visita di idoneità: un controllo medico obbligatorio, al quale il tecnico si è sottoposto prima di trasferirsi a Trigoria per incontrare la squadra. L'impegno alla clinica romana del nuovo allenatore giallorosso, per quanto possa sembrare strano, in realtà è però una prassi consolidata nel mondo del calcio come ha spiegato il dottor Giuseppe Palaia.

Il motivo della visita e i saluti di Totti

"Non è nulla di straordinario, anzi. Gli allenatori, sotto questo punto di vista, devono essere controllati esattamente come se fossero dei calciatori – ha spiegato al sito di Gianluca Di Marzio, il medico sportivo ex Lecce e Basket Brindisi – Ogni sei mesi, allenatore e staff devono svolgere una serie di test che li abilitano all'attività agonistica. Prima si procede all'ordinaria routine con gli esami di laboratorio, poi deve essere effettuato l'elettrocardiogramma, a riposo e anche dopo una prova sotto-sforzo. Si passa poi all'ecocardiogramma e, infine, alla spirometria".

Oltre ai medici, a salutare Ranieri ci ha pensato anche Francesco Totti: "Claudio non è solo un tifoso della Roma, nato e cresciuto nella Capitale, ma è uno degli allenatori più esperti nel mondo del calcio – ha dichiarato il dirigente giallorosso – Ora abbiamo bisogno di mani esperte, in grado di guidarci tra le prime quattro per rigiocare la Champions League nella prossima stagione. Ci mancano dodici partite in campionato e dobbiamo vincerne il più possibile".