La sorpresa più grande di questo inizio di campionato è la crisi della Roma di Eusebio Di Francesco. Gli ultimi deludenti risultati, arrivati dopo prestazioni nelle quali la squadra ha mostrato grandi difficoltà, hanno inevitabilmente scatenato il malumore della tifoseria e le prime roventi critiche al lavoro del mister giallorosso: ormai sotto esame, come hanno confermato le recenti parole di James Pallotta.

Nonostante le rassicurazioni di Francesco Totti ad un tifoso romanista ("Di Francesco non lo caccia nessuno"), la posizione dell'allenatore è delicata ed è vincolata ai risultati delle prossime gare: quella con il Frosinone e, soprattutto, il derby con la Lazio. Oltre all'ex guida tecnica del Sassuolo, in mezzo a questa bufera c'è anche il direttore sportivo Monchi: preso di mira per le recenti cessioni di Alisson, Nainggolan e Strootman.

Il precedente di Sabatini e Rudi Garcia

Il cinquantenne dirigente ex Siviglia, secondo alcuni quotidiani romani, è però intenzionato a tirare dritto per la sua strada. Anzi, in caso di clamoroso esonero di Di Francesco, Monchi sarebbe pronto anche a farsi da parte e a lasciare il club dalla Capitale. Una specie di minaccia, che ricorda da vicino quella dell'ex direttore sportivo Sabatini che difese a spada tratta nel 2015 Rudi Garcia, prima dell'esonero del francese.

Dopo la sconfitta di Bologna, che ha alimentato le voci sul possibile successore di Di Francesco (si è parlato di Montella, Paulo Sousa, Blanc e Ranieri), Monchi ha ribadito il suo pensiero anche davanti alle telecamere di Sky: "L’allenatore non è in discussione – ha spiegato il ds giallorosso – Sappiamo come lavora e sappiamo ciò che ha fatto nella passata stagione. Abbiamo tanta fiducia in lui, questo è solo un momento. Mercato sbagliato? Dirlo a settembre non è giusto. E' presto per dirlo adesso. Ormai faccio questo mestiere da 20 anni e ho sempre sentito dire di tutto".