La Champions League sta entrando sempre più nel vivo con questa ondata di ritorno dei quarti di finale esiziali per conoscere le migliori quattro della pista. Quattro club straordinari da cui uscirà, poi, la vincitrice di questa esaltante edizione. La prima, dopo anni di dominio madrileno. Un dominio tecnico, atletico ma fatto anche di tanta esperienza con i Galacticos, lo scorso anno, a quota 29.3 anni, fra le compagini con una delle medie età più alte della manifestazione. Già perché a questi livelli il chilometraggio internazionale conta parecchio con i calciatori più esperti, spesso, nei momenti più delicati, capaci di risultare decisivi per le fortune delle rispettive squadre. E così, nelle ore immediatamente precedenti i return match di Champions, ecco le squadre più ‘anziane’ e giovani, ma anche i calciatori più freschi e esperti, del torneo fra le otto formazioni superstiti.

‘Vecchie volpi’ contro giovani stelle: Juventus-Ajax è anche questo

Tra le formazioni rimaste in gioco in questi quarti di finale curioso incrocio non solo sul campo per Juventus e Ajax. Che, oltre a rappresentare due modelli di calcio differenti, club che compra altrove le sue risorse contro una autentica fucina di talenti, si trovano agli antipodi proprio in termini di età media. In virtù delle loro differenti visioni del gioco, ma anche di fare business, i due collettivi si trovano all’opposto con i bianconeri in possesso della rosa più vecchia del circus, 28.7 anni, ed il Lancieri a quota 24.3. Una nota che sottolinea la difficoltà del match di stasera per gli olandesi ma che allo stesso tempo chiarisce i contorni dell’impresa dei biancorossi capaci, al netto dei tanti giovanissimi interpreti presenti, di qualificarsi, eliminando il Real Madrid, nell’alveo delle migliori otto del seeding.

Foden e Kean contro Barzagli e Casillas, ecco i calciatori più giovani e anziani in gioco

E poi ci sono loro, i calciatori più giovani, e più stagionati, scesi sul rettangolo verde in questi mesi di Champions League, partite importanti e contesti stellari. Dove, eliminando dall’analisi le formazioni già fuori dalla manifestazione, rintracciamo diversi profili di cui, di sicuro, sentiremo parlare. Ci riferiamo, nello specifico, all’attaccante del Manchester United Greenwood che ha esordito nella coppa dalle grandi orecchie contro il Paris Saint Germain a 17 anni, 6 mesi e 6 giorni ma anche a quattro talenti che, rispetto al puntero dei Red Devils, hanno maggiori chance di giocare fra oggi e domani in questi quarti di finale. Giocatori come Foden del Manchester City, di 18 anni e 10 mesi, la stellina Kean della Juventus, di 19 anni, 1 mese e 16 giorni, e i due lancieri dell’Ajax Ekkelenkamp e De Ligt rispettivamente di 19 anni e 11 giorni e 19 anni e 8 mesi.

Dall’altra parte della barricata, invece, ci sono quattro calciatori dall’enorme esperienza ma che, malgrado la loro età, restano al centro dei progetti tecnici dei rispettivi club. Come Casillas, titolarissimo del Porto a 37 anni, 10 mesi e 26 giorni, al suo compagno di squadra Pepe, al centro della retroguardia dei lusitani a 36 anni e 1 mese ma anche a Barzagli e Huntelaar chiamati (forse), sul terreno di gioco dell’Allianz, a sfidarsi per le semifinali ma anche per lo scettro di più anziano calciatore in campo. Con l’italiano a quota 37 anni e 11 mesi e l’olandese a 35 primavere e 9 mesi.

Casillas re di presenze e di coppe. Blind il più esperto fra i giovani Lancieri

Infine, in questa dettagliata analisi delle età dei calciatori di Champions, spazio a quegli elementi in grado di accumulare più caps nella competizione madre del calcio continentale. E anche in questa graduatoria, a trionfare su tutti c’è una leggenda come Iker Casillas che, difendendo i pali del Porto, e quindi prolungando la sua presenza in questa manifestazione, si porta a quota 176 presenze totali nella sua ultraventennale carriera. Fatta, peraltro, di tanti successi col suo Real Madrid. A -16, e quindi a 161 partite, l’icona Cristiano Ronaldo, lui pure ex Blancos, a quota 125 gol complessivi, e a cinque successi in questo straordinario contesto.

Con Messi, alter ego, nemesi e rivale di sempre del lusitano, distante 29 gare e 17 gol per un computo totale di 131 partite e 108 reti. Un bagaglio importante e che chiude la serie, il podio dei marziani con gli altri cinque giocatori, benché con un bel po’ di esperienza, lontani anni luce dai primissimi. Parliamo di Fernandinho a 79 match di Champions, primatista nel suo Manchester City, di Lloris, a quota 51, al top per il Tottenham, di Sanchez, a 51, per il Manchester United ma anche di Milner a 39 sfide nell’Europa che conta e di Blind, a 35, capitano e leader del giovane Ajax di ten Hag.