Tavecchio non si dimette. Il presidente federale che qualche anno fa tuonava contro gli stipendi troppo alti dei calciatori di Serie A si tiene stretti i suoi. E' infatti anche commissario straordinario della Lega e presidente della Lnd Servizi Srl e della Lnd Immobili Srl. L'entità dei suoi compensi è praticamente top secret, ma si può affermare che riceva ogni anno un assegno a cinque zeri, vicino ai 140 mila euro.

Il Coni riconosce 36mila euro

Come tutti i presidenti delle 45 federazioni sportive affiliate al CONI, Tavecchio percepisce un'indennità di 36 mila euro lordi. Un contributo, si legge nella deliberazione numero 5 della Giunta Nazionale del comitato olimpico del 5 gennaio 2016, "onnicomprensivo di tutti gli oneri connessi inclusi quelli previdenziali ‘a carico del datore di lavoro' (che comporta) per le FSN (Federazioni Sportive Nazionali, NdA) la contestuale eliminazione di qualunque altra eventuale forma di compenso, diaria, remunerazione o appannaggio, a carico delle FSN a favore dei propri presidenti".

Commissario straordinario della Lega: altri 40-45 mila euro

Tavecchio, però, di altri compensi ne ha eccome. E' stato nominato, infatti, commissario straordinario della Lega Calcio che ricade sì sotto l'egida della Federcalcio ma si costituisce pur ricadendo sotto l’egida della Figc, si costituisce come “associazione privatistica”. Per questo, Tavecchio, il cui incarico ad interim è stato prorogato fino a fine novembre nell'assemblea dello scorso 17 ottobre, può partecipare alla spartizione dei 135 mila euro complessivi approvati dall'assemblea, in quanto il commissariamento dura metà anno e il compenso rappresenta si può dire la metà dei circa 270 mila euro che percepiva il vecchio presidente, Maurizio Beretta. Tavecchio si divide questa cifra con i due sub-commissari, l'avvocato Paolo Nicoletti, già commissario ai tempi di Calciopoli, e Michele Uva, direttore generale della FIGC che ha già annunciato di voler rinunciare all'emolumento.

Tavecchio, scriveva Lorenzo Vendemmiale sul Fatto Quotidiano lo scorso settembre, "da vecchio dirigente di provincia, conosce bene il valore dei soldi, come del resto molti altri suoi colleghi presidenti federali. Solo qualche giorno fa in Figc rivendicava l’importanza e l’intensità del lavoro svolto: “Mi ha impegnato molto, ho anche trascurato la Federazione”. E si sa, il tempo è denaro. È intenzionato a farsi pagare per farla pagare alle società, che gli hanno fatto passare mesi difficili". Anche ammesso che la somma venga divisa per tre in parti uguali, sarebbero comunque circa 45mila euro a testa.

E' presidente della Lnd Servizi

Il cuore del potere di Tavecchio è sempre stata la Lega Nazionale Dilettanti, che ha guidato fino all'elezione al vertice della FIGC a novembre di tre anni fa. Il 27 gennaio 2015, sottolineava a marzo una dettagliata inchiesta pubblicata su La Verità, prende l'incarico di "presidente con pieni poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione della Lnd Servizi Srl e della Lnd Immobili Srl". Nel verbale di assemblea che approva il bilancio 2014 della Lnd Servizi, la finanziaria della Lega, emergono compensi complessivi per 91.794 euro, "che è ragionevole attribuire in buona parte proprio a Tavecchio" conclude Giacomo Amadori.

E' proprio attraverso la Lnd Servizi che nel 2008, rivelava Gianfrancesco Turano sull'Espresso, la Lega Nazionale Dilettanti ha acquisito il 14 febbraio 2008 un intero piano del palazzo di piazzale Flaminio 9, nel centro di Roma, per 19,7 milioni di euro. I "46 vani, con sei soffitte, una fetta di terrazza con vista su piazza del Popolo, quattro cantine e dieci posti auto" erano stati venduti due settimane prima, il 23 gennaio, da Beni Stabili Gestioni sgr alla Vispa 07 per 11 milioni. La Lega, che non pubblica il bilancio sul suo sito web, ha comunque dichiarato che l'acquisto non è stato finanziato con i contributi annuali versati dal Coni, destinati solo a sostenere l’attività dilettantistica e a pagare gli arbitri.

Diritti tv, Tavecchio distribuisce 10 milioni alla "sua" LND

L'incarico alla LND Servizi, scrive Matteo Pinci su Repubblica, avrebbe dovuto terminare con l'approvazione del bilancio 2016: di fatto è ancora in carica. La LND Servizi svolge anche l'attività di "assistenza, studio e ricerca, consulenza, progettazione e supporto tecnico, in materia di sviluppo, costruzione, regolamentazione, collaudo di campi da gioco in erba artificiale" (una vecchia storia, quella legata all'obbligo esteso dei campi in sintetico che prevedeva un versamento di 4800 euro alla società che rilascia l'omologazione per un procedimento gestito in monopolistico da Limonta, amico di famiglia di Tavecchio).

Da novembre, poi, la Figc di Tavecchio "gestisce in prima persona i fondi della Legge Melandri per lo sport professionistico (ma tolti al basket…), che distribuisce il 10% dei diritti tv. Quindi i 10 milioni che spettano alla Lega dilettanti li assegna la stessa Figc", sottolinea Pinci. E proprio grazie ai diritti tv la LND Servizi è diventata, spiegavano Giuliano Foschini e Marco Mensurati su Repubblica nell'agosto 2014, il terminale di un modello di gestione interessante per dirette, differite, collegamenti in diretta di tutte le gare della Lega, con "un tariffario a seconda degli abitanti: sei un piccolo comune? Ti porti a casa una differita con duemila e cinquecento euro. Hai più di cinquantamila abitanti? Paghi il doppio".

Guida anche la LND Immobiliare

Una serie di omissis copre anche i compensi alla Lnd Immobiliare. Qui il presidente è affiancato da un solo vice. Nel 2015, rivelava la citata inchiesta della Verità, "figurano come compensi per «l' amministratore», 35.807 euro". Tra pensione e ingaggi vari Carlo Tavecchio, ragioniere settantenne ed ex sindaco democristiano di Ponte Lambro, Como, raccoglie quasi 100 mila euro in più dei presidenti delle altre federazioni. Qualcuno si stupisce ancora che non si sia ancora dimesso?