La trasmissione della palla, nel calcio 2.0, quello del terzo millennio, è un fondamentale che difficilmente può essere accantonato. Dalla rivoluzione copernicana del Barcellona di Guardiola, infatti, il football ha subito un pesante aggiustamento in direzione del possesso della sfera con le ripartenze, il catenaccio e la prudenza in fase attiva, riposti nel cassetto.

Questo modello, sia pure con qualche eccezione o modifica interna, ha conquistato il gioco con il tiki-taka e la voglia di imporre il proprio gioco, fin dai centrali di difesa, presenti ad ogni latitudine. E così, il day after i posticipi di Liga, Premier League e Serie A, ecco le squadre che effettuano con profitto più passaggi nel corso delle partite nei top 5 campionati d'Europa.

Manchester City al top. Guardiola è una garanzia

Dominio del Sarri-ball, in Inghilterra ed in Europa? No, sia pure per poco. Nel ‘Vecchio Continente’ ed in Premier League, ad oggi, quando siamo giunti quasi ovunque alla terza giornata di ritorno, lo scettro di squadra con maggior numero di passaggi a buon fine per partita va al Manchester City di Guardiola.

Un nome, una garanzia. Un allenatore che fa della supremazia territoriale, del fraseggio corto e del palleggio un mantra che ogni sua squadra deve necessariamente eseguire con un preciso spartito. E così, ecco che i Citizens sono la miglior formazione d’Inghilterra per quantità di possesso, al 68.1%, sopra il Chelsea a quota 65.8%, ma anche il club, e con quei calciatori tutto viene più facile, naturale, con più tocchi precisi per gara: ben 627. I Blues di Sarri, del discusso Sarri, seguono a 12 lunghezze di distanza.

Barcellona-ball, in Liga nessuno meglio dei blaugrana

Sul secondo gradino del podio, ma non in Spagna, dove invece è dominio assoluto, troviamo il Barcellona capace, anche quest’anno, di confermare la sua indole, il suo atteggiamento propositivo nonché la ‘palma’ di sodalizio che ha azionato l’innesco della revolución del football bailado, fatto di tocchi snervanti, continui e, appunto, precisi. Del resto, con tessitori del gioco come Rakitic, Busquets, Messi o Coutinho, non può essere altrimenti.

E infatti, malgrado l’ottimo exploit in questo particolare fondamentale del Real Betis, a 505 tocchi per gara, e del solito Real Madrid, a 544.6, la prima posizione in questo particolare aspetto è tutta degli azulgrana bravi a produrre un possesso del 65,3% con 599 tocchi positivi per contesa. Di cui ben 72.9, da leader tecnico della mediana, del croato Rakitic.

Bayern Monaco terzo: un possesso non da primato

Meno sette e la possibilità di non rivincere quello che negli ultimi anni, è un trofeo esclusiva del Bayern Monaco: il Meisterschale. Il Borussia, giovane, cinico, frizzante e sbarazzino è in testa, i bavaresi di Lewandowski, ad inseguire. Specie, dopo il Ko di sabato scorso contro il Bayer Leverkusen. Eppure, mentre la difesa non è di certo al top come nel recente passato, già incassati 23 gol, quasi tanti quanti quelli della scorsa Bundes, il gioco pare esserci con una rotazione della sfera importante e corroborata da numeri da top team. Non solo in patria, dove, nessuno, nemmeno la compagine di Favre, raggiunge i 570.7 tocchi dei bavaresi con una distanza, per match, di ben 70 suggerimenti. Un abisso, che però non premia i ragazzi di KovacSule, miglior passatore del campionato con 77.1 tocchi per gara.

È dominio Psg: anche per precisione nei passaggi

Più dieci sul Lille ed un bel pezzo di scudetto cucito sul petto. È la sintesi della stagione del Paris Saint Germain che, però, oltre al titolo nazionale, ormai pressoché una formalità, ha ben altri obiettivi. Ad esempio: la Champions League. Ma in patria non c’è storia, né per rendimento in termini di punti conquistati, 56 sui 63 disponibili, né in termini di gioco. Né, appunto, quanto alla precisione dei passaggi dei ragazzi di Tuchel che, nella Ligue 1, si passano la sfera con una frequenza di 545,4 tocchi per match superando, quasi di 100 tocchi, il Lione di Fekir e Depay. Insomma, in Francia è resa incondizionata di fronte al Psg.

Napoli primo, anche senza Sarri

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Potrebbe essere questa la ragione, mutuando dalla matematica la proprietà commutativa, del successo, in questo specifico aspetto, del Napoli di Ancelotti. Primo per precisione dei passaggi per gara, a quota 525 suggerimenti, gli azzurri non rinunciano a tessere complicate trame nel corso delle loro esibizioni in campionato. Del resto, al di là del modulo, passato dal 4-3-3 al 4-4-2, gli interpreti sono quasi gli stessi come pure la filosofia del gioco partenopeo: intensa supremazia territoriale, verticalizzazioni, ampiezza e spunti degli attaccanti. Una soluzione che premia i campani, secondi in classifica, soprattutto in questa precisa fattispecie con l’Inter, seconda per tocchi precisi in Serie A, distante 45 passaggi per contesa.