Il caso Paolo Bargiggia. Il giornalista di Mediaset ha fatto parlare di sé per un tweet nel quale richiamava i concetti di nazione, patria e sovranismo per esaltare l'impresa compiuta dalla Croazia, giunta in finale al Mondiale di Russia 2018 contro la Francia. Una riflessione che va oltre il dato semplicemente sportivo e ha portato i vertici dell'azienda milanese a prendere una posizione netta.

Tgcom24.it e Sportmediaset.it si dissociano fermamente – si legge nella nota – dalle affermazioni dal tenore e dal contenuto razzista pubblicate da Paolo Bargiggia sul suo account personale di Twitter, in particolare quelle legate alla finale mondiale tra Francia e Croazia.

Cosa aveva scritto di così grave Bargiggia per causare, oltre all'ondata di sdegno in Rete, anche la necessità di un comunicato così duro nei suoi confronti? Il post che ha alimentato il tam tam sui social network risale al 12 luglio scorso.

Una nazionale completamente autoctona, un popolo di 4 milioni di abitanti, identitario, fiero e sovranista: la #Croazia, contro un melting pop di razze e religioni, dove il concetto di nazione e Patria é piuttosto relativo: la #Francia.

Finito al centro del battage mediatico anche per un precedente tweet ("al mondiale eliminate tutte le squadre africane, tranne una" a corredo della foto della Francia), Paolo Bargiggia ha replicato e difeso la propria posizione dinanzi a coloro che, oltre a muovergli critiche, gli hanno sottoposto a riprova di ciò proprio il comunicato da parte dell'azienda.

Purtroppo per i signori del comunicato segnalo che in Italia non é previsto il reato d'opinione, che la parola razza é contemplata dalla Costituzione e che il mio tweet non aveva contenuti razzisti. Mi riservo di tutelare la mia immagine nelle competenti sedi.