In corsa per la promozione nel massimo campionato, il Palermo rischia invece di ritrovarsi nella prossima stagione in Serie C. Dopo l'udienza che si è svolta stamane al Tribunale Federale Nazionale di Roma, il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha infatti chiesto che il club rosanero venga punito con l'ultimo posto in classifica e con la conseguente retrocessione in Serie C.

Una richiesta particolarmente pesante, maturata dopo aver preso visione dei documenti che parlavano del falso di bilancio messo in atto dalla società siciliana al fine di ottenere l’iscrizione ai campionati della squadra. Dopo l'udienza, la cui sentenza dovrebbe essere resa nota nelle prossime ore (o al più tardi nei prossimi giorni) e alla quale è stato ammesso anche il Benevento come parte interessata, gli avvocati del Palermo hanno chiesto l'inammissibilita' del procedimento.

Colpito anche Zamparini

La Procura ha inoltre richiesto anche l'inibizione per cinque anni con richiesta di preclusione per l'ex patron rosanero Maurizio Zamparini e per Anastasio Morosi: a quel tempo presidente del Collegio sindacale. Due anni di inibizione sono stati inoltre chiesti per Giovanni Giammarva: ex presidente del Consiglio di Amministrazione del club rosanero. Il procuratore federale ha dunque utilizzato la mano pesante per giudicare gli illeciti della società in quel periodo guidata da Zamparini

"Auspichiamo in un giudizio equilibrato, sereno e corretto", aveva dichiarato il nuovo consigliere del Palermo Walter Tuttolomondo: fermato dai colleghi di "TuttoMercatoWeb" prima di entrare in tribunale. A poche ore dal fondamentale match di Serie B che si giocherà allo Stadio "Renzo Barbera" contro il Cittadella, il Palermo si è dunque ritrovato a giocare una partita molto più importante: una sfida che rischia di terminare con l'ennesima grande delusione per una tifoseria già tormentata da anni di grandi problemi societari.