Archiviata non senza problemi la precedente gestione Zamparini, i tifosi del Palermo sono ancora in ansia per la vicissitudine societarie che sembrano non voler mai terminare. A poche ore dal pareggio con il Foggia, che ha permesso al Brescia di prendere la testa della classifica di Serie B, il popolo rosanero ha infatti dovuto assistere impotente anche alla debacle societaria: peraltro già annunciata negli scorsi giorni.

Dopo l'allontanamento del responsabile dell'area tecnica Foschi (reintegrato successivamente nell'organigramma dall'amministratore delegato Emanuele Facile), sono così arrivati anche gli addii del direttore sportivo Holdsworth e le dimissioni del presidente Clive Richardson e del consigliere John Michael Treacy: quest'ultime confermate da un comunicato ufficiale del club siciliano pubblicato poche ore fa.

Il comunicato della società rosanero

La nota ufficiale ha dunque spiegato la situazione in seno alla società rosanero: "L'U.S. Città di Palermo comunica che il signor Clive Richardson e il signor John Michael Treacy hanno rassegnato ieri formalmente le loro dimissioni dalle rispettive cariche di presidente e consigliere. È convocata per i prossimi giorni l’assemblea per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. L’Amministratore Delegato precisa che il signor Richardson è sempre stato al corrente della situazione finanziaria della Società, come per altro evidenziano significative documentazioni risalenti al mese di ottobre".

Le parole di Clive Richardson

"Sono entrato in questo affare ad inizio dicembre, come consulente di Corrado Coen, Emanuele Facile e della loro squadra – ha spiegato Richardson alla Gazzetta dello Sport – Col mio gruppo, la Global Futures Sport, ci siamo occupati della due diligence assieme ad un gruppo di investitori, guidati da Coen e Facile. Mai però coinvolti sul versante finanziario: credevamo sin dal principio che la company avesse oltre 30 milioni di sterline versati da diversi investitori e avesse quindi capitali sufficienti per rilevare il Palermo. Nonostante i nostri sforzi, non ci è stato permesso di completare la due diligence, non siamo mai stati presi in considerazione e non siamo stati ripagati per il lavoro svolto. Personalmente ci ho rimesso pure le spese".