Una situazione al limite del paradosso a Palermo. Con il club rosanero in piena crisi societaria, anche i giocatori stanno subendo il contraccolpo psicologico, perdendo la serenità e la concentrazione in campo. Così, l'ultimo 0-0 rimediato in casa contro il Foggia ha dato il via ai primi malumori da parte dei tifosi, infastiditi dall'ennesimo passo falso al Barbera. Un momento difficile e delicatissimo, al quale ha risposto Giuseppe Bellusci nel post gara, sfogandosi in un pianto liberatorio.

Il Palermo non vince dal 30 dicembre scorso, più di un mese. In campo sono arrivate due sconfitte, il 2-1 contro la Salernitana e il 2-0 contro la Cremonese e nel posticipo del lunedì il pari a reti bianche contro i pugliesi. In società, in questo lasso di tempo è accaduto altrettanto, anzi di più: i problemi con la Co.vi.soc che è tornata a perquisire e a recuperare nuovi documenti in sede; le dimissioni del presidente; il rischio – concreto – di non potersi iscrivere per la prossima stagione e lo spettro del fallimento.

Quali sono i problemi societari del Palermo

Tanto basta per creare più di un pensiero nella mente dei giocatori che, oltretutto, non percepiscono gli ultimi stipendi – altro fattore di disagio – per chi dovrebbe scendere in campo e pensare unicamente a giocare. Una situazione complicata, anche per il ds Foschi e per il tecnico Stellone che stanno provando in ogni modo a tenere lontana dalle problematiche societarie la squadra. Ma Bellusci conferma come ciò non sia possibile: "Attraversiamo un momento in cui non sappiamo in mano a chi siamo e siamo fragili per la questione societaria. Nessuno è in grado di darci garanzie, siamo da soli e lasciati a noi stessi"

Non resta che aspettare il 15 febbraio, a me non frega nulla dello stipendio. Mi interessa sapere chi siamo, quale futuro abbiamo, se c'è una prospettiva.

Obiettivo Serie A

Uno sfogo in cui il giocatore rosanero punta il dito verso i tifosi, che hanno fischiato pesantemente i giocatori dopo il 90′: "Non meritiamo assolutamente i fischi dei tifosi, abbiamo finito con quattro giocatori coi crampi: tolti i dieci minuti finali, meritiamo solo complimenti. Non ricevere lo stipendio? Non è un problema, vogliamo sapere solo in che mani siamo e conquistare la Serie A".