Manca poco alla partita dell’anno. Alla gara che deciderà i destini di questa travagliata prima stagione di Ancelotti in panchina. Ad una sfida, nel complesso, vitale, contro l’Arsenal. Ieri, tutti in ritiro, oggi, la gara. Ma nelle ore precedenti, Carletto, re di Coppe, si è concentrato molto sulle possibili formazioni, e soluzioni di gioco, da approntare per cercare di risolvere l’enigma Gunners e ribaltare una situazione oggettivamente molto complicata, di più: compromessa. E così, dal gioco sulle fasce al peso offensivo del terzetto avanzato azzurro fino al probabile utilizzo della difesa a tre, ecco tutte le plausibili idee sul rettangolo verde escogitate dell’ex allenatore di Real Madrid e Bayern Monaco.

Tutti in attacco: fuori Fabian, dentro Insigne, Mertens e Milik

L’imperativo non è solo vincere o convincere ma anche quello di realizzare tanti gol, almeno tre, e non subirne. E così, per tentare il tutto per tutto e approcciare al meglio la supersfida di questa sera, l’ipotesi che potrebbe prendere corpo è quella dell’all-in: del tutti all’attacco. Con Insigne, sia pure non ancora al top della condizione, Mertens e Milik, oltre a Callejon sulla destra, presenti contro l’Arsenal e contro Koscielny, Sokratis e Monreal. Con Fabian Ruiz, a picco il suo rendimento post Nazionale e influenza che ne ha compromesso l’esordio con la Roja, escluso eccellente per una mediana, tutta qualità e quantità, composta da Allan e Zielinski. Un tandem perfetto per rispondere al talento e alla fisicità di Torreira e Ramsey lì nel mezzo. In sostanza, difesa a quattro, centrocampo a due, con il numero #20 polacco bravo nell’inserimento e a regalare sortite palla al piede, e una potenza di fuoco importante con Milik, al centro, punto di riferimento, alfiere, torre e finalizzatore del gioco e delle azioni dei suoi.

Difesa a tre e Chiriches al centro. Possibile inserimento di Maksimovic

La gara col Chievo, oltre al patto pre-match siglato in ritiro da parte della squadra, potrebbe essere importantissima per la rimonta azzurra. Al ‘Bentegodi’, difatti, la formazione partenopea ha sperimentato una versione molto più fluida e dinamica dell’usuale 4-4-2 proponendo uomini in grado di assumere nelle varie fasi della partita, differenti atteggiamenti tattici. In sede di costruzione, infatti, Hysaj si è sistemato sulla linea difensiva con Chiriches al centro e Koulibaly a sinistra per un pacchetto arretrato a tre con Ghoulam, in origine fluidificante mancino, libero di salire sul centrocampo e appoggiare la manovra azzurra.

Che, poi, si è affidata a Callejon dall’altra parte e Insigne, pure lui, da principio esterno sulla mediana a quattro, più avanti in un tridente offensivo completato poi da Mertens e Milik. Una soluzione intrigante e riproponibile per diverse ragioni: per tentare di replicare, a specchio, il 3-4-1-2 dell’Arsenal, e quindi generare autentiche coppie contro i Gunners, per vedere insieme sul rettangolo verde tutti gli interpreti d’attacco campani, da 47 gol e 24 assist totali, e per sviluppare trame in ampiezza e in verticale contro la non impermeabile retroguardia di Emery. E, pure, per ripristinare in qualche modo la difesa che tanto bene ha fatto nel recente passato in Champions con l’inserimento di Maksimovic in luogo del terzino albanese Hysaj.

Sviluppo del gioco sulle fasce, in verticale e il solito 4-4-2

E poi, un po’ anche per gratificare un sistema che ha condotto i partenopei a giocarsi la chance per giungere in semifinale, ecco il canonico 4-4-2 di marca ancelottiana. Con Allan e Fabian Ruiz al centro, Callejon e Zielinski sulle corsie laterali ed un escluso eccellente fra Insigne e Mertens (da utilizzare poi a gara in corso) con Milik a quota 20 gol in stagione, elemento imprescindibile nell’undici iniziale di questa sera. E poi, sulle corsie di difesa, possibile inserimento di Maksimovic a destra e ballottaggio sulla fascia opposta fra Ghoulam e Mario Rui con l’algerino favorito sul lusitano.

Insomma, l’impianto base visto in Champions ma anche in ogni singola partita di Europa League con il Napoli pronto a sfruttare la superiorità sulle catene laterali, a giocare con rapidità nelle zone nevralgiche del campo ma anche a lanciare lungo sull’asse CallejonMertens. Con questi ultimi possibili elementi decisivi dietro le linee nemiche. Specie, alle spalle del non perfetto Monreal incapace, come visto anche a Londra, di schermare al meglio i lanci in verticale provenienti dalla difesa azzurra.