Il sopracciglio sinistro di Ancelotti è rimasto pericolosamente alto per ottanta minuti. Poi ci ha pensato Insigne, con il suo gol decisivo, a riportare la calma sulla panchina partenopea e a far riaccendere uno stadio per lunghi tratti rimasto in silenzio. Il Napoli vince con merito, la Fiorentina esce comunque a testa alta nonostante un secondo tempo troppo remissivo. Ancelotti può dunque sorridere, anche se ha ancora molto da lavorare. La squadra, intendiamoci, gioca bene, ma non è ancora quella che abbiamo tutti ammirato e applaudito con Sarri in panchina. Questione di metodi e filosofie diverse, ma anche di alcuni giocatori ancora lontani dalla miglior condizione. Tra pochi giorni torna la Champions League. Il Napoli è atteso dall'inferno del "Marakana" di Belgrado.

Primo tempo equilibrato

Ancelotti rispolvera Maksimovic davanti a Karnezis e inserisce dal primo minuto Mertens. Pioli sostituisce l'infortunato Lafont con Dragowski e preferisce Veretout a Fernandes. Pjaca rimane in panchina. Di fronte ad un San Paolo mezzo vuoto, l'avvio è equilibrato anche se è il Napoli ad avere in mano il pallino del gioco. I padroni di casa, attesi dal debutto in Champions League contro la Stella Rossa, si accendono a tratti e giocano comunque con meno intensità rispetto alla scorsa stagione.

Una conclusione dalla distanza di Veretout, dà il via al festival delle occasioni al quale si iscrivono anche Insigne (destro da dentro area fuori di poco), Callejon e Federico Chiesa: pericoloso al 38esimo. Il primo tempo si chiude sullo 0 a 0: risultato giusto per ciò che si è visto in campo. Bene il Napoli nei primi venti 25 minuti e soprattutto sulla fascia di sinistra, Viola ordinati e attenti specialmente in difesa.

Insigne butta giù il muro

Il dato relativo al possesso palla sorride ai partenopei e si conferma anche in avvio di secondo tempo. La squadra di Pioli aspetta e riparte, facendo attenzione a non allargare troppo le linee di centrocampo e difesa. Mertens sfiora il gol al 56esimo prima di lasciare il posto a Milik. Pioli risponde con l'uscita di Gerson e l'inserimento di Dabo. Il muro viola regge bene, anche se i padroni di casa si rendono pericolosi ancora con Insigne: vicino al vantaggio al 63esimo.

La giornata super dello scugnizzo napoletano, di gran lunga il migliore dei suoi, si chiude con il gol a poco più di dieci minuti dalla fine che arriva quando tutti già si sono rassegnati ad un pareggio malinconico. La splendida giocata di Insigne (stop di sinistro in area viola e destro vincente ad incrociare e battere Dragowski), dà un senso al pomeriggio del San Paolo e regala ad Ancelotti tre punti pesanti dopo la batosta contro la Sampdoria e le prime critiche piovute su Castel Volturno.